Il fascino della Parola

Comunicazione e formazione. Sono state queste due parole ad attirare l’attenzione gli uni sugli altri. Spesso nascono collaborazioni tra aziende per un obiettivo comune o per un interesse, mentre quello che è successo tra Hdemo Network e Il Portolano ha origine da una condivisione di valori e di professionalità, prima ancora che dall’ipotesi di un progetto legato al concetto di scrittura. Entrambe hanno subito il fascino della narrazione: Hdemo attraverso le fotografie, che sono una scrittura di luce, Il Portolano grazie alla cura delle parole. Entrambe dedicano uno spazio specifico alla comunicazione e alla formazione. In ambiti differenti, ma con la stessa passione.

Il Portolano è una scuola di scrittura, fondata da Bruna Graziani nel 2008, indirizzata a tutte quelle persone che, per passione o per lavoro, desiderano avvicinarsi al mondo della parola in tutte le sue declinazioni. Fin dalla sua costituzione è stata pensata come una moderna “bottega dei mestieri”, in cui far crescere appassionati di parole e di racconti, un vero e proprio laboratorio in cui la protagonista indiscussa è -e rimarrà sempre- la scrittura, nelle sue espressioni più varie. Il Portolano diventa un modo di pensare e di operare, un luogo di incontro e di sperimentazioni sempre più attivo, coordinato da Bruna Graziani che trova in Silvia Battistella e Alberto Trentin i suoi fidati collaboratori.

Hdemo Network nasce nel 1995 dalla passione per la grafica di Andrea Roversi e Claudio Breda. La loro competenza li porta dapprima a occuparsi della formazione dei programmi Adobe sia in enti e scuole a indirizzo grafico sia in azienda, poi a offrire consulenze e servizi di controllo del flusso di lavoro. L’azienda cresce e, dal 2004, attiva nuove collaborazioni che implementano le competenze nell’ambito dello sviluppo del prodotto, non solo nel settore grafico, mettendo assieme la comunicazione visiva con quella verbale, promuovendo nuove strategie di marketing, ricerche di mercato e fidelizzazione del cliente. Hdemo Network riconosce una tale potenzialità al linguaggio e all’immagine che nell’ultimo triennio sviluppa il canale editoriale e dà vita a tre magazine on-line.

Una parola contiene un mondo © Francesca Zanette

Abbiamo quindi una scuola e un network. In entrambe le situazioni, la relazione tra comunicazione e formazione è una fervida costante; dedicarsi alla scrittura significa produrre e diffondere sapere e conoscenza, utilizzando tecniche e strumenti di lavoro precisi e appropriati. Ciò che vale per il singolo vale anche per l’azienda. Raccontare una storia parte dalla capacità di ascoltare, se stessi o il cliente, e prosegue con lo sviluppo di una scrittura narrativa e creativa, un fatto personale o un prodotto. Si promuove grazie alla lettura espressiva ed empatica, di un romanzo o uno storytelling aziendale.

Ma qual è allora la differenza tra una storia e uno storytelling?
Possono cambiare gli accordi e le sonorità, ma la musica rimane la stessa ed è quella delle parole. Non c’è alcuna differenza per chi si occupa di scrittura, perché l’obiettivo comune è quello di valorizzare la parola nella sua natura intrinseca, favorendo il ventaglio di proposte su cui costruire una storia; di un personaggio o di un’impresa che siano. Ciò che si può definire “consulenza editoriale” spazia dalla valutazione di manoscritti alla correzione di bozze e alla revisione di testi, che trattino di un racconto personale o che si presentino nelle homepage di un’azienda o nel post di un social.

Ecco, queste sono le ragioni per cui Il Portolano e Hdemo Network si sono incontrati. Date queste affinità non poteva che svilupparsi un’idea: è così che nasce la sponsorizzazione al Concorso letterario programmato da Il Portolano, che sarà solo l’inizio di una fruttuosa collaborazione. Abbiamo incontrato Bruna Graziani per una breve intervista.

Bruna, hai lo spazio di due righe per la tua sintesi del concetto di scrittura, cosa mi rispondi?

La scrittura non è semplicemente un treno di sillabe di senso compiuto ma un modo di essere, di pensare, di interagire col mondo. Soprattutto quella autobiografica, è una buona via per scoprire molte cose di noi che rimangono nel limbo dell’inespresso e che non hanno voce fino a quando non vengono messe nero su bianco.

Perché hai scelto il racconto autobiografico?

Noi siamo le nostre storie. Ognuno di noi è un racconto con due gambe, due braccia, occhi, naso, collo, pancia. Siamo corpi con delle storie e un’anima di parole. L’autobiografia è anche un modo per prendersi cura di sé e della propria opportunità di cambiamento, un modo per imparare a ironizzare su se stessi e, da questo punto di vista, la scrittura autobiografica è un viaggio di autoformazione basato sul pensiero introspettivo.

Cos’è il Portoday?

È un concentrato di attività: inizia con un laboratorio di scrittura gratuito aperto a tutte le persone interessate o anche solo curiose di capire che cosa significa scrivere di sé. Seguirà la presentazione del programma 2017/2018 con il lancio del primo concorso letterario del Portolano e altri due momenti significativi: la presentazione dell’antologia di racconti con Paolo Malaguti e lo spettacolo Piccolo diario dei malanni di Giacomo Verde, un artista che si occupa di teatro e arti visive dagli anni ’70. Sarà Giacomo a chiudere il Portoday con un teleracconto che coniuga narrazione, micro-teatro e ripresa in diretta.

Per aggiungere effervescenza ad effervescenza, naturalmente, finiremo con un brindisi.

Perché Il Portolano propone un concorso letterario?

Perché amo condividere la mia passione per la scrittura e credo che moltissime persone abbiano tante cose da dire e poche occasioni per farlo. Un concorso letterario permette a tutti di scrivere e di divertirsi, è un’ottima motivazione per mettersi in gioco, sperimentarsi, misurarsi con le frasi. Gioire di un risultato. Che non è per forza classificarsi tra i vincitori ma realizzare un piccolo obiettivo dettato dall’amore per la narrazione.

Qual è il tema?

Un argomento molto temuto ma anche divertente: le figuracce.

A tutti, prima o poi nella vita, è capitato di incappare in qualche colossale figuraccia. Frasi equivocate, messaggi inviati per errore, scambio di persone. Lo squarcio sul di dietro dei pantaloni di cui ti accorgi solo quando sei tornato a casa, dopo essere stato tutto il giorno in giro per la città (ecco perché tutti ti guardavano); un attacco di dissenteria nel bel mezzo di un appuntamento galante; il cornetto alla nutella che al primo morso ti libera una valanga di cioccolato addosso facendo una strisciata sul top, il pantalone per fermarsi sulle scarpe.

© Aut – contenitore di libere espressioni

In quel momento vorresti morire per l’imbarazzo. Ma a distanza di tempo ci ridi su e capisci che “le figuracce sono svolte esistenziali e come le cicatrici ci ricordano chi eravamo e cosa siamo diventati”.

Ci sono altri progetti tra Hdemo Network e Il Portolano in serbo per il futuro?

Ti rispondo richiamando una frase scritta nel nostro sito: Il Portolano immagina la scrittura come un’officina, un cantiere dove tutto è sempre in divenire. In questa prospettiva dinamica ci sono tanti progetti che vedranno la luce. È vero che “con le parole tutto è possibile” ma noi ce la mettiamo tutta per far seguire anche i fatti!