UniCredit e Nomisma | workshop sul mercato turistico del vino
UniCredit e Nomisma Wine Monitor hanno presentato a Vinitaly 2026 “Enoturismo: opportunità di sviluppo per imprese e territori“, il primo report sul mercato turistico del vino, realizzato in partnership con Vinitaly e con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Città del Vino, su un campione di 300 aziende vinicole e 13 Consorzi di Tutela distribuiti su tutto il territorio nazionale. La ricerca certifica il ruolo strategico dell’enoturismo per il settore vitivinicolo italiano. Nel 2025, il comparto ha generato oltre 3 miliardi di euro di valore per le cantine, contribuendo mediamente al 21% del fatturato delle aziende vinicole.
️ Il trend complessivo
si conferma saldamente orientato alla crescita. Flussi e fatturato mostrano dinamiche positive, trainate dalle imprese più strutturate, per intercettare visitatori disposti a investire in esperienze più articolate rispetto alla consolidata offerta composta da visita in cantina, degustazione e vendita diretta.
️ Il pubblico
è italiano per il 58%, formato principalmente da coppie e famiglie e consumatori non esperti. La presenza internazionale segna comunque una crescita. Infrastrutture territoriali insufficienti, complessità burocratiche, scarsità di incentivi e carenza di personale specializzato continuano a rappresentare ostacoli significativi per un ulteriore salto di qualità del settore, sebbene solo una quota ridotta di cantine non proponga ancora attività enoturistiche.
️ Competitività
Come evidenzia il “4° Rapporto sulla competitività delle regioni del vino” Nomisma Wine Monitor-UniCredit, l‘enoturismo rappresenta un driver di creazione di valore in un momento critico per le cantine, che affrontano gli impatti negativi delle tensioni geopolitiche globali sull’export e sui consumi interni. Una tavola rotonda moderata da Francesco Mario Iannella, Regional Manager Nord Est di UniCredit, ha approfondito nel dettaglio il quadro dipinto dall’analisi di Denis Pantini, Responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma. Insieme hanno tracciato le strategie per attraversare al meglio l’attuale contesto geopolitico ed economico in continua evoluzione, nonché i cambiamenti nel consumo del vino.
“Il settore vitivinicolo e il turismo rappresentano un pilastro fondamentale per la competitività del Paese, soprattutto in una fase segnata da sfide climatiche e geopolitiche che richiedono visione strategica e interventi mirati“, ha affermato Remo Taricani, Deputy Head of Italy di UniCredit. “Guardiamo con particolare attenzione allo sviluppo dell’enoturismo, una leva di valore e identità capace di generare crescita diffusa e rafforzare il legame tra imprese e comunità locali“.
Denis Pantini, Responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma, ha dichiarato: “L’enoturismo non rappresenta un «piano B», ma una strategia competitiva dai molteplici vantaggi, sia per le aziende vinicole che per i territori: disintermedia le vendite, garantendo una maggior redditività alle imprese e trasforma ogni visitatore – che non compra più solo una bottiglia di vino, ma un’esperienza – in un ambasciatore del brand nel mondo. Ma, soprattutto, tutela il paesaggio e garantisce un futuro alle comunità rurali, rendendo l’impresa vinicola il perno di un ecosistema turistico più ampio. In questo senso, il turismo non è più percepito solo come un’attività accessoria di promozione del vino, ma una leva di valorizzazione territoriale strettamente connessa all’identità della denominazione”.
️ Rapporto sulla Competitività delle Regioni del Vino
Nel 2025 le esportazioni di vino italiano sono diminuite del 3,6% a valore per tensioni geopolitiche, protezionismi, dazi USA e svalutazione del dollaro.
In Italia le vendite in GDO calano del 3% a volume, soprattutto per fermi e frizzanti (-4%), mentre crescono gli spumanti (+2,7%). I consumi fuori casa restano deboli per orientamento al risparmio, minori visite ai ristoranti e calo del turismo domestico (-3,5%).
Il calo dell’export ha colpito tutti i principali produttori mondiali: Francia (-4,4%), Spagna (-5,1%), Cile (-10,2%), Australia (-14,6%). Gli USA (-36%) sono stati penalizzati da ritorsioni contro i dazi.
La produzione italiana resta stabile a 44,4 milioni di ettolitri (+0,7%) su 681 mila ettari.
Crescono
Trentino‑Alto Adige +15,2%,
Lombardia +11,7%
Puglia +9,7%
Veneto +6,1%
calano sensibilmente
Toscana -18,4%
Emilia‑Romagna -10,2%
Piemonte -7,4%
Sicilia -5,8%.
Il Piemonte mantiene un’alta quota di produzione di vini Dop (85%), dietro solo a Valle d’Aosta (86%) e Trentino‑Alto Adige (88%).
In coda Emilia‑Romagna (19%), Molise (8%) e Puglia (5%), dove resta alta la presenza di vini generici (46% e oltre 61%).
Negli ultimi 10 anni quasi tutte le Regioni hanno ridotto il peso dei rossi nella produzione regionale, con forti cali in Lombardia (59%→39%), Sardegna (55%→43%), Umbria (44%→34%). In Veneto la coltivazione di Glera e Pinot Grigio è passata dal 25% al 16%.
Con consumi in crescita per spumanti e bianchi fermi, alcune Regioni sono molto sbilanciate sulla produzione di vini rossi (Abruzzo 66%, Calabria 67%, Basilicata 80%, Toscana 84%), mentre Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige presentano una prevalenza di bianchi e spumanti.
Il 19% del vigneto italiano è bio, con Basilicata, Marche e Toscana sopra il 45%, mentre la Sardegna è ultima con solo il 6% di superficie vitata coltivata a biologico.
Per l’export di vino sfuso le maggiori esportatrici sono Emilia‑Romagna (25%), Puglia (20%) e Sicilia (15%).
Guidano invece l’export di spumante Veneto (47%), Friuli-Venezia Giulia (38%), Piemonte (34%) e Lombardia (29%). Diverse Regioni colgono nuove opportunità di mercato: nell’ultimo decennio l’export di spumanti cresce soprattutto al Sud (Sicilia +227%, Puglia +477%) e in Toscana (+162%). Il valore dell’export di vino dal Veneto cala di oltre 1% per riduzioni legate sopratutto ai vini rossi Dop, mentre il Friuli-Venezia Giulia cresce dell’8%. Il Piemonte scende del 2,2% per il calo dell’Asti (-7%), la Sicilia cresce (+1,6%) grazie ai bianchi Dop (+2,4%), la Toscana perde il 2% per il forte calo dei rossi Dop (-9,7%).
️ Stati Uniti
Nel 2025 le importazioni USA di vini italiani sono scese in valore del 13%, mentre in volume restano sostanzialmente stabili (-0,2%). Forti cali per Asti spumante (-13,5%) e rossi siciliani (-13,1%), più contenuti per Prosecco e rossi toscani (-3,5%), in crescita i bianchi siciliani (+12,4%) e soprattutto quelli toscani (+62,2%).
[fonte: Unicredit Group press release foto: Verona Economia]


