Inaugurazione della Mostra internazionale del cinema di Venezia: film francese Amants

La Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, nel suo giorno di apertura, ci propone Amants della 74 enne regista Nicole Garcia. Inizia le sue prime interpretazioni, da attrice, nel 1975 con Che la festa cominci di Bertarnd Tavernier e, nel 1979, interpreta Ogro con Gillo Pontecorvo. L’attività da regista comincia nel 1990 presentando alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia Un weekend su due. Nel 1998 si trova ancora a Venezia, in concorso, con il famoso Place Vendome, facendo conquistare a Catherine Deneuve la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Partecipa per ben tre volte, dal 2002 al 2006, al Festival di Cannes. Come vedremo in Amants, i suoi temi prediletti sembrano svilupparsi intorno alle relazioni famigliari.
A

Amants è una storia, scritta a quattro mani con Jean Fieschi il quale, all’inizio, stava progettando di scrivere un romanzo. La vicenda è incentrata sulla relazione di Lisa, interpretata dalla parigina Stacy Martin, con due uomini, marito ed amante. Conosciuta per il film Nymphomaniac, di Lara von Trier, ha fatto parte della Giuria nel Festival della passata edizione della Mostra di Venezia.

LA TRAMA

Lisa sembra essersi sposata per l’agiatezza che poteva assicurargli il ricco Leo, interpretato dal francese Benoit Magimel, dopo aver perso di vista il suo grande amore adolescienziale con il giovane Simon (Pierre Niney).

L’amore tra i due protagonisti sembra superare ogni confine fino ad arrivare, a tingere il film con le tinte fosche del thriller, tanto da concepire l’omicidio del marito di Lisa. Le scene di sesso tra i due giovani amanti, non essendo mai esplicite e volgari, si intuiscono, senza compiacimento, mentre le avance del marito sembrano essere subite dalla moglie, senza piacere, con rassegnazione.

Una storia inquietante, pervade tutto il film dove l’amore sembra assumere i toni oscuri nell’infelicità di Lisa.

In realtà, fin dall’inizio, si mostra la dipendenza della donna dall’amante a partire da quando lui decide di evadere all’estero per timore di essere arrestato a seguito della morte per overdose di un compagno al quale aveva consegnato la droga. Il giovane Simon parte, fuggendo, lasciando l’amata nella disperazione, nonostante le avesse dato l’appuntamento per partire insieme.

Sembra che l’autore ci voglia comunicare che l’amore non conosca ostacoli ed in suo nome si sia disposti a qualsiasi atto, anche il più truce, come l’assassinio. Ma nella ricerca dell’amore perduto, Lisa appare come una figura femminile triste, irrequieta, che non trova mai pace nell’inseguire un amante nei vari paesi: da Parigi, a Ginevra, passando per l’oceano Indiano. Simon, più indipendente, sembra sempre in fuga, ma poi finisce, ogni volta, tra le braccia di lei.

Il menage a tre prosegue con trepidazione e grande sofferenza da parte di Lisa fino alla scoperta casuale da parte del marito. Segue il tentativo da parte dello stesso di mettere fine alla relazione pagando l’amante, pur di liberarsene.

A questo punto sembra che la storia termini in un lieto fine nel ristabilire la serenità nella coppia sposata nel momento in cui Leo spiega alla moglie come Simon abbia accettato del denaro per uscire dalla sua vita.

Ma il colpo di scena avviene quando, inaspettatamente, il giovane amante, con una pistola in pugno, si presenta in casa cercando di assassinare il marito di Lisa.

Non vi svelo il finale per non togliervi la sorpresa, lasciandovi nella curiosità di sapere come finirà la storia dei due giovani amanti.

Gianfranco Missiaja
Gianfranco Missiaja, architetto e artista, ha esposto le sue opere in più di 90 Mostre internazionali. Ha pubblicato numerosi testi di critica e storia dell’Arte e una Guida alla 57a Biennale Internazionale d’Arte di Venezia.