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Xerox services: il segreto del benessere aziendale

«Dipendenti sani e produttivi sono la linfa vitale di ogni azienda». Questa frase di John Gentry, Presidente di Xerox HR Services, è l’esordio per una riflessione sul valore aggiunto che le organizzazioni aziendali sono chiamate, oggigiorno, a tenere in considerazione quando il loro obiettivo è quello di essere vincenti nel mercato, qualsiasi mercato.

Come sempre, per meglio comprendere il contesto attuale dobbiamo inevitabilmente cercare l’origine di questo pensiero. Sociologi di fama internazionale elaborarono, dalla fine degli anni ’80 in poi, numerose teorie che mettevano in relazione il benessere personale e quello sociale: si pensi a Ryff, che sottolinea l’esigenza del singolo di inserire il bisogno di autonomia e di crescita personale all’interno proprio ambiente di lavoro, oppure a Reyes, la cui visione dell’individuo si concentra più prettamente nell’integrazione e nella realizzazione sociale. Questi assunti, traslitterati nell’ambito aziendale, mostrano come l’individuo sia stimolato dalla necessità di “avere qualcosa in comune con gli altri”, comportando il bisogno di fiducia nel contesto lavorativo e nella comunità di appartenenza per appagare questo primario bisogno. Tali teorie sociali applicate al concetto di benessere organizzativo hanno definito nel termine di “competenze” l’insieme di tutte le conoscenze, le capacità di fare e le capacità di essere, richieste da un determinato ruolo lavorativo, incarico o compito. Pertanto possiamo immaginare le “competenze” come il data base di una persona e, quindi, possiamo anche ipotizzare che il vero data base di un’azienda siano le risorse umane.

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Ecco perché la frase di John Gentry è straordinaria nella sua semplicità: il miglioramento dell’ambiente lavorativo e la valorizzazione dei dipendenti determinano una solida base di partenza per implementare l’efficienza e l’efficacia dell’intero sistema organizzativo. Infatti, tutte le competenze-data base coinvolte nell’esercizio del ruolo professionale, allo scopo di ottenere il migliore risultato possibile, sono definite “fattori chiave per il successo”.

C’è, però, un ulteriore tema caro alle aziende ed è quello del benessere legato alla salute e alla sicurezza dei lavoratori. Se in taluni casi l’attenzione posta su questi argomenti può essere stata determinata da esigenze normative, nel tempo si è invece ottenuto un risultato in termini di consapevolezza, che focalizza l’attenzione sul concetto di lavoro come ambiente che viene scelto per i rapporti inter-relazionali e come luogo in cui poter crescere professionalmente. La misurazione della performance e l’analisi dei dati dimostrano che la promozione di una cultura aziendale rivolta al benessere dell’organizzazione si traduce in minori assenze dal lavoro (per cause di salute) e maggiori risultati per l’azienda.

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È utile, a dimostrazione di quanto sopra affermato, riportare alcuni dati aggregati che emergono dalla ricerca realizzata, nel corso del 2016, da Xerox HR Services, dal titolo “Working Well: A Global Survey of Workforce Wellbeing Strategies“, che ha raccolto dati da parte di 428 aziende in 33 Paesi su una vasta gamma di temi legati al benessere globale, come strategie e obiettivi, benessere finanziario, comunicazione, cultura ed efficacia dei programmi. Lo studio di dati aggregati e analytics è stato completato nell’agosto 2016 e dimostra quanto il ROI generato sia nettamente più forte nelle aziende che sostengono, attraverso azioni concrete, una cultura del benessere.

Vediamo assieme alcuni risultati suddivisi per ambiti:

  • il sostegno della leadership è essenziale per cambiare la cultura: nel 2016, il supporto dei leader è stato citato dal 52% degli intervistati, contro il 43% del 2014. Per quanto riguarda invece il supporto dal basso, il 92% dei rispondenti alla ricerca ha evidenziato il contributo degli ambassador locali a sostegno di una cultura di benessere;
  • sviluppare una cultura del benessere è la chiave vincente: se solo il 33% degli intervistati afferma di possedere una solida cultura del benessere aziendale, l’83% aspira a costruirla in futuro, a dimostrazione che il senso di appartenenza è consolidato e mira al lifelong learning. Inoltre, il 74% di coloro che hanno partecipato al sondaggio considera le iniziative di benessere aziendale come un elemento importante della value proposition offerta dall’azienda ai dipendenti, in grado di supportare le politiche di assunzione e mantenimento dei talenti in azienda;
  • la consapevolezza del proprio ruolo nell’azienda comporta la crescita dell’interesse nei confronti del benessere finanziario: lo sviluppo di una cultura del benessere sta diventando sempre più personale e include anche attività di supporto ai dipendenti per aiutarli a gestire le loro finanze. La ricerca, infatti, ha rivelato che quasi tutti i partecipanti offrono programmi per la sicurezza finanziaria e la preparazione al pensionamento (92%) e programmi per la formazione e le competenze in ambito finanziario (91%). Programmi di questo tipo sono in netta crescita, con il 24% delle imprese che li propongono da circa un anno e un altro 39% che ne ha implementati negli ultimi due-cinque anni;
  • l’effettiva possibilità di misurare i risultati è uno strumento efficace per la motivazione e il miglioramento della performance: mentre solo il 36% degli intervistati afferma di aver misurato a livello globale i risultati specifici generati dai programmi di benessere, tre intervistati su quattro (pari al 75%) affermano che l’implementazione delle iniziative di benessere aziendale ha avuto un impatto medio o elevato sul miglioramento dell’engagement e del morale del personale, dell’immagine dell’azienda, del benessere complessivo dei dipendenti, della capacità di attirare talenti, oltre che delle performance e della produttività dei lavoratori.

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Abbiamo chiesto a Philia Swam, Manager Health, Wellness and Group Benefits di LafargeHolcim, quanto siano efficaci gli interventi strutturati assieme a Xerox Services e la sua dichiarazione è questa: “collegare direttamente il benessere alla produttività è stata un’evoluzione; nelle prime fasi delle nostre iniziative dedicate al benessere, abbiamo lavorato per garantire un miglioramento partendo da una prospettiva puramente rivolta alla salute, arrivando a osservare un regolare aumento della partecipazione al nostro programma di cure preventive. Ora gli indici statistici della produttività sono in aumento: ne è un esempio la riduzione dei giorni di congedo per invalidità richiesti”. Il benessere, perciò, va oltre la salute di una persona e include anche gli aspetti fisici, mentali/emotivi e finanziari, ciascuno dei quali ha un impatto sulla produttività del dipendente: se lo misuriamo sotto forma di stress, quando questo è dis-stress causa conseguenze negative che riducono i risultati e discriminano le competenze del lavoratore (il data base di cui sopra), se invece questo è eu-stress, allora i risultati positivi si traducono in motivazione e produttività.

“Il nostro programma di benessere e la nostra attenzione alle cure preventive godono del totale sostegno da parte della leadership, sin dal gradino più alto”, ha proseguito Philia Swam. “ e godere del sostegno della leadership ha significato poter disporre di dati utili e poterli impiegare in modo tale da avere un riscontro diretto e positivo sulla nostra forza lavoro, senza limitarci a raccomandare un generico programma di benessere aziendale”. L’obiettivo è quello di monitorare le criticità emerse dalla ricerca per proporre soluzioni reali ai propri clienti, quindi le aziende stanno definendo le rispettive iniziative in quest’ambito, dopo avere riconosciuto, in particolare, gli effetti negativi provocati da un ridotto benessere finanziario; per due terzi degli intervistati, infatti, questo ha causato una diminuzione della produttività, mentre la metà dei rispondenti alla ricerca parla di crescenti assenze dal lavoro dovute a preoccupazioni di natura finanziaria. Gestire la risorsa, perciò, passa anche attraverso la valorizzazione dei risultati aziendali e il riconoscimento della produttività del singolo dipendente.

Le aziende stanno promuovendo una vera cultura del benessere, pur riconoscendo che vi siano ostacoli alla sua completa realizzazione, come le differenze culturali, normative e pratiche, oltre all’attuale carenza di una supervisione globale della strategia finanziaria o della salute,

afferma ancora John Gentry, concludendo che «nonostante ciò, questi temi appaiono meno problematici quando si parla di strategie finanziarie globali, dunque per le aziende è più semplice implementare programmi globali per il benessere finanziario». Xerox sta contribuendo a cambiare il modo in cui il mondo lavora. Attraverso l’expertise nei settori dell’imaging, dei processi aziendali, dell’analytics, dell’automazione e grazie agli insight incentrati sugli utenti, permette di riprogettare il flusso di lavoro per garantire maggiori livelli di produttività, efficienza e personalizzazione.

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