Vita di Beatrice Anselmi

Vita | Beatrice Anselmi

Pubblichiamo un frammento narrativo, quasi un flusso di coscienza, di una giovanissima scrittrice. Certamente non un’opera compiuta ma un incipit che affascina per la freschezza della lingua.



Era davvero difficile non uscire di testa, quando tutto andava avanti a passi fin troppo svelti, e lei non riusciva a starci dietro. Avrebbe voluto correre come il tempo, come l’aria, che nella loro eterna vita non trovavano mai difficile adeguarsi al flusso. Ma non voleva, le piaceva fermarsi, guardarsi intorno, assaporare la forza del temporale, fotografare il colore dei fulmini e catturare l’energia del vento. E così aspettava, si girava, eppure il tempo la trascinava, via, con sé.

E lei era turbata, era combattuta e affaticata mentre cercava di remare contro la corrente senza riuscirci, e poi si fermava ma rifiutandosi di nuotare andava a sbattere contro gli scogli, contro gli alberi. Ogni tanto accelerava per recuperare e ci riusciva, ma non resisteva mai alla tentazione di sedersi ancora su uno scoglio a disegnare la magia del paesaggio, per poi essere assalita da un’onda che inevitabilmente la ributtava dentro con violenza.

Eppure ne era valsa la pena, ogni maledettissima volta, di ogni dolorosissima botta, che si prendeva quando la realtà la rimetteva al suo posto. E cos’è la vita se non questo? Se non la gioia di una passione, la leggerezza di un attimo in mezzo alle incombenze, la spinta di un’accelerata per sfogare l’inattività di un tempo in cui l’inattività era tutto quello di cui avevi bisogno.