Vincenzo Gallucci. Uomo, chirurgo, studioso e maestro

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Venerdì 20 gennaio presso l’Archivio Antico di Palazzo Bo a Padova verrà presentato il libro dal titolo “Vincenzo Gallucci. Uomo, chirurgo, studioso e maestro”. Non è il primo volume dedicato a questo straordinario Professore, ricordato soprattutto perché nella notte tra il 13 e il 14 novembre 1985 compì una grande impresa, “consapevole di essere a un passo dal cambiare i destini di migliaia di italiani”. Infatti Vincenzo Gallucci e la sua équipe medica eseguirono il primo trapianto di cuore in Italia, che fu un successo anche grazie alla stretta collaborazione tra l’ospedale di Padova e quello di Treviso; al suo fianco in quella notte, che restò nel cuore di molti italiani, c’erano anche Carlo Valfrè, Giovanni Stellin, Giuseppe Faggian, Alessandro Mazzucco e Uberto Bortolotti, eccellenze della cardiochirurgia italiana che proprio in questo libro lo ricordano con i loro contributi, assieme a quelli, tra gli altri, di Giulio Rizzoli, Ugolino Livi e Gaetano Thiene.

L’équipe medica del Prof. Galluci nel 1985

Nel 1991 un tragico incidente stradale, avvenuto nell’autostrada A4 mentre il Professore rientrava a casa dopo un intervento all’ospedale di Milano, interruppe improvvisamente la vita di questo uomo caparbio e instancabile, e nel 2016 i suoi allievi hanno ricordato la figura del Maestro nel 25° anno dalla scomparsa, per onorarne la memoria con un’opera che ha raccolto le testimonianze e i ricordi di chi gli è stato vicino e ha condiviso un percorso di vita umana e professionale. Il contenuto del libro, che ora viene presentato al pubblico, è uno spaccato della Cardiochirurgia dell’epoca, in cui molti attori del tempo facilmente si potranno riconoscere. Per i suoi allievi questo libro vuole essere un gesto d’amore e di riconoscimento nei confronti di colui che nel breve arco della sua vita accademica è riuscito a trasmettere i valori di passione, dedizione e rigore che ancora oggi caratterizzano l’operare di coloro che hanno avuto il privilegio di custodirne la memoria e l’attività. La sua prematura scomparsa destò grande impressione e creò un profondo vuoto nel mondo accademico e scientifico, oltre che una profonda amarezza quando, proprio pochi mesi dopo, sarebbe stato inaugurato il Centro di Cardiochirurgia per la cui realizzazione egli aveva lavorato per diversi anni. Ora quel Centro dell’Azienda Ospedaliera di Padova è dedicato alla sua memoria.

Questo è l’invito al ricordo di questo uomo, chirurgo, studioso e maestro e alla presentazione del libro che sarà ospitata all’Archivio Antico di Palazzo Bo a Padova, in via VIII febbraio 2, venerdì 20 gennaio 2017 alle ore 17.00.

La copertina del libro

Il libro uscirà presto nelle librerie, nell’attesa Non ho dubbi di Gianfranco Natoli è un romanzo storico ricco di aneddoti che svela e porta alla luce le tante sfaccettature di un grande protagonista di un’Italia che oggi sembra non esistere più: le storie, i dolori umani, le speranze, i retroscena, le miopie politiche, che hanno portato al primo trapianto di cuore in Italia. Una lunga cavalcata attraverso il Novecento, il Secolo Breve reso migliore dalla passione, dal coraggio, dal rigore, dall’amore e dal rispetto verso il malato del medico e dello scienziato che a Padova, tra mille difficoltà e ostacoli, è riuscito a realizzare un sogno e a dare speranza a migliaia di pazienti.

Ricordiamo brevemente la vita del Professore. Vincenzo Gallucci nasce a Ferrara il primo di novembre 1935 e si laurea all’Università di Modena nel 1959. Frequenta poi l’Istituto di Patologia generale diretto da Massimiliano Aloisi che sarà il suo mentore anche dopo il successivo trasferimento a Padova. Nel 1964 si trasferisce negli Stati Uniti per tre anni all’Università di Charolotte in North Carolina e per un anno all’Università di Huston in Texas. In questo periodo sotto la guida di giganti della cardiochirurgia, prima Francis Robicsek e poi Michael E. De Bakey, acquisisce le conoscenze e le tecniche chirurgiche allora all’avanguardia e che andranno a costruire il suo straordinario bagaglio internazionale.

Nel 1969 Gallucci rientra a Padova nella Clinica Chirurgica Generale diretta da Giuseppe Cévese, dove contribuisce allo sviluppo di un programma di cardiochirurgia che si concretizzerà in un centro autonomo, Centro per le Cardiopatie Operabili, sotto la sua direzione. Negli anni successivi identifica il gruppo di lavoro e ricerca che fornirà nel tempo un contributo clinico-scientifico significativo in tutti i settori della cardiochirurgia moderna, dalla chirurgia tradizionale dell’adulto alla correzione delle cardiopatie congenite complesse in epoca neonatale, alla chirurgia vascolare maggiore. A metà degli anni Ottanta la realizzazione del primo trapianto di cuore in Italia proietta la figura di Gallucci ai vertici nazionali e internazionali della cardiochirurgia.