Biennale Arte 2017 Venezia

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Foto ©Gianfranco Missiaja.

Come ormai noto, lo scorso 13 maggio è stata inaugurata a Venezia la 57^ Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo Viva arte viva, che sarà aperta al pubblico fino a domenica 26 Novembre 2017; questa edizione è curata da Christine Marcel. Nella sala del Teatro Piccolo Arsenale, gremito fino all’inverosimile di fotografi e giornalisti venuti da tutto il mondo, il 10 maggio scorso si è tenuta la conferenza stampa per l’inaugurazione aperta dal Presidente Paolo Baratta e dalla curatrice dell’Esposizione Chistine Macel.

Il presidente, nel suo intervento, definisce la Biennale come luogo di ricerca, come libero dialogo tra artisti e pubblico. La 57^ edizione introduce un ulteriore sviluppo: un metodo di lavoro all’insegna dell’umanesimo come atto di resistenza, liberazione e generosità; inoltre è sottolineato l’aspetto per cui ci sono ben 120 artisti invitati e 103 presenti per la prima volta. Con questa Biennale d’Arte l’incontro con l’artista diventa il pilastro stesso della Mostra; il Padiglione del Libro assume il ruolo bibliografico che parla degli artisti e delle loro opere, che sono stati sollecitati dalla stessa curatrice Macel di inviare pubblicazioni e testi che hanno avuto particolare rilievo nella loro formazione artistica. Di notevole interesse il video, realizzato dagli stessi artisti, dove vengono condensate le pratiche del loro lavoro, condiviso dal sito della Biennale e sui social network ufficiali.

86 Padiglioni dei paesi partecipanti, 23 Eventi Collaterali e Progetti Speciali, tra questi ultimi il Padiglione dedicato alle Arti Applicate gestito in collaborazione con il Victoria and Albert Museum di Londra.

Inaugurazione Biennale, discorso di Paolo Baratta Foto©Gianfranco Missiaja

Durante l’incontro hanno avuto rilevo alcune segnalazioni che ricordiamo anche in questo articolo: nel mese di Giugno avrà luogo l’11° Festival Internazionale di danza Contemporanea, in Luglio ed Agosto il 45° Festival Internazionale del Teatro, come di consueto dalla fine di Agosto ai primi di Settembre ci sarà la 74^ Mostra Internazionale d’Arte cinematografica e in Ottobre il 61° Festival di Musica Contemporanea. Molte di queste iniziative si svolgeranno all’Arsenale per un coronamento efficace alla Biennale.

Intervento della curatrice Christine Macel

Viva arte Viva è un’esclamazione, un’espressione della passione per l’arte e per la figura dell’artista. Vuole essere una Biennale con gli artisti, degli artisti e per gli artisti sulle forme, gli interrogativi che propongono, le pratiche che sviluppano e i modi di vivere che scelgono. È per questo che non esiste un tema conduttore unico ma un percorso espositivo atto a generare incontri, riflessioni e testimonianze.

La tematica si snoda tra il Padiglione Centrale con nove capitoli e due universi e dall’Arsenale ai Giardini con sette che vedono coinvolti diverse generazioni di artisti che provengono da differenti Stati. Dal Padiglione degli Artisti e dei Libri al Padiglione del Tempo e dell’Infinito si riflette, in nove episodi, sulla complessità del mondo e sulla molteplicità delle posizioni e delle pratiche artistiche. Si vuole aprire la Mostra ad un nuovo umanesimo, un moto di apertura verso l’ignoto per dare una risposta ad un pericoloso clima conservatore di opinioni scontate, di diffidenza e indifferenza. Si vuole infondere un’energia positiva rivolta ai giovani e agli artisti misconosciuti al grande pubblico. Vengono, in questo modo, riproposte questioni aperte negli anni ’60 e ’70 ma riformulando le questioni artistiche in un contesto odierno in piena trasformazione, permettendo di iscrivere l’arte nella sua epoca con i suoi interrogativi: benché l’arte non abbia cambiato il mondo, l’ambiente artistico rimane il luogo in cui poterlo reinventare.

Christine Marcel e Paolo Baratta Foto©Gianfranco Missiaja

Si parte dal Padiglione degli Artisti e dei Libri e si apre sulla contrapposizione tra azione e inattività, pigrizia e impegno nel fare, le ragioni positive e negative del fare arte oggi. Si invita a percorrere studi di artisti che assomigliano sempre più a magazzini, luoghi di lavoro collettivi. Non più factory ma atelier basati sulla convivenza, dove il libro e il legame con la scrittura, non viene abbandonato ma ripreso nell’era post-internet per arricchirlo di nuove riflessioni. Si inizia quindi con un’indagine sulla pratica e sul modo di fare arte, con il lavoro dello spirito, di tranquillità e di azione, in cui appunto nasce l’opera d’arte mettendo l’uomo di fronte alla cosa pubblica.

La mostra prosegue in una sequenza di “stanze” dove lo spettatore viene chiamato ad un’esperienza di viaggio dall’interiorità all’infinito.

Padiglione delle Gioie e delle Paure
Gli artisti vogliono qui evocare nell’individuo i suoi più intimi sentimenti, considerando l’umano nel suo corpo e nelle sue emozioni. Si profila un soggetto vulnerabile e fragile, dove non esiste più solamente l’essere razionale ma anche quello a contatto con i suoi impulsi, emozioni, paure, ansie e aggressività.

Padiglione dello Spazio Comune
Le opere storiche degli anni ’60 e ’70 si interrogano sul concetto di “comune in una compartecipazione”, che diventa il motto della pratica di alcuni artisti dell’età contemporanea. Costruire un luogo comune dove l’arte può trovare il suo spazio di comunione, in un mondo che sembra aver fallito i suoi progetti di uguaglianza e fraternità.

Padiglione della Terra
Nostalgia e sentimento di un incerto futuro si coniugano nella ricerca dei sogni intorno all’ambiente, al pianeta e al mondo animale. L’ecologia considera l’opera d’arte in una funzione più estesa dove l’ambiente rappresenta uno spazio vitale, come un’esperienza totale, collegata alla vita stessa dopo la conversione energetica e la trasformazione industriale.

Padiglione delle Tradizioni
Tra fondamentalismi e conservatorismi, nostalgia nei confronti dei tempi passati, e supposti come migliori, si delinea un desiderio di archeologia, di scavo, di rilettura e reinvenzione. In un’epoca vacillante penetra la sensazione di un tempo passato che deve aprirsi a nuovi valori come rifondazione e riscoperta.

Padiglione degli Sciamani
Una visione interiore spirituale, per un approfondimento e per una meditazione che si rifà a filosofie buddhiste e sufiche anima gli artisti, in cui l’ispirazione al sacro pervade anche le performance che assomigliano a rituali terapeutici che non escludono il gioco e l’ironia.

Padiglione Dionisiaco
Questo spazio riunisce musica, danza, canto e spettacolo. Si celebra il corpo femminile e la sua sessualità, la vita, il piacere attraverso i costumi e i dipinti erotici. È un inno alla sensualità e all’ebbrezza, in modo intimo, ma senza compiacimento e fuori dagli occhi del desiderio.

Padiglione dei Colori
Rappresenta una sorta di “fuoco d’artificio” dove alla fine del percorso dell’Arsenale, convergono tutte le tematiche affrontate nei padiglioni precedenti. I colori sono il risultato di un processo del cervello diventando quindi un’emozione particolarmente soggettiva che invita ad approcci fenomenologici dell’arte che assume anche toni antropologici e politici.

Padiglione del Tempo e dell’Infinito
È qui che si esplora una nuova tonalità metafisica del concetto di tempo, incessante frutto di mutazioni e transitorietà, che sfocia nella morte. Dalle performance concettuali degli anni ’70 si è passati al presente sospeso degli anni ’90, fino ad arrivare all’infinito sognato odierno, dove l’artista si reinventa “migliore” grazie all’ipnosi che gli trasmette la laguna.

Concludiamo con alcuni suggerimenti che caratterizzano questa edizione della Biennale d’Arte Viva arte viva: durante i sei mesi di esposizione un artista terrà una tavola aperta incontrando il pubblico per presentare il proprio lavoro, in uno spazio di fronte al Padiglione Centrale dei Giardini e nelle Sale d’Armi dell’Arsenale, che sarà anche in trasmissione streaming sul sito della Biennale; inoltre, il Progetto Pratiche d’Artista, che raccoglie un insieme di video realizzati dagli artisti stessi per far scoprire il loro modo di lavorare, è visitabile all’interno della mostra e, infine, il Progetto La Mia Biblioteca ha raccolto, in un’unica lista, le loro letture preferite offrendo così una fonte di reciproca conoscenza e ispirazione per il pubblico. Il padiglione Stirling nei giardini ospita la biblioteca costruita dagli artisti a disposizione del pubblico.