TEATRO DELLA MERAVIGLIA L’amore per l’arte e per la scienza

Teatro della Meraviglia, ecco la proposta nata dalla collaborazione tra Università, Opera Universitaria, Compagnia Arditodesio e Teatro Portland: cinque spettacoli dedicati alla scienza e quattro “augmented lectures”. Sono percorsi di esplorazione scientifica animati sotto forma di narrazione-spettacolo che saranno messi in scena dal 22 al 4 marzo al Teatro Sanbàpolis di Trento. L’offerta spazia nel panorama nazionale e si rivolge a un pubblico vasto e curioso, non necessariamente esperto di scienza, ma che vuole essere incuriosito e trasportato verso un mondo dove la Meraviglia è la parola chiave. Un Festival, dunque, per chi ama il teatro e per chi ama la scienza, per gli appassionati dello spettacolo dal vivo e i giovani delle scuole che vogliono farsi affascinare.

Dante “cosmonauta”, gli ultimi passi sulla Luna, l’intelligenza artificiale, l’antimateria, la potenza dei numeri e il genio di un Leopardi amante della scienza: il viaggio del Teatro della Meraviglia porterà gli spettatori attraverso questi e molti altri argomenti di scienza. Il racconto si snoderà nei vari appuntamenti attraverso spettacoli e augmented lectures, vere e proprie lezioni “aumentate” dalla presenza di un artista in scena assieme allo scienziato che hanno l’obiettivo ambizioso di favorire la conoscenza, di appassionare, coinvolgere e comunicare il mondo della scienza con linguaggi accattivanti e coinvolgenti.

Foto © Romano Magrone

La seconda edizione della rassegna “Teatro della Meraviglia” è stata presentata in Rettorato dai rappresentanti delle istituzioni promotrici: l’Università di Trento (con il Laboratorio di Comunicazione delle Scienze fisiche del Dipartimento di Fisica il cui responsabile è il professor Stefano Oss), la Compagnia Arditodesio/Teatro Portland e l’Opera Universitaria che hanno rafforzato la collaborazione avviata negli anni anche grazie all’istituzione del Jet Propulsion Theatre, un laboratorio permanente di creazione teatrale ispirata alla scienza.

«Il Jet Propulsion Theatre è un’intesa riuscita fra i mondi della scienza e del teatro, che vede coinvolti in prima persona protagonisti sia della fisica che dell’arte» spiega Lorenzo Pavesi, direttore del Dipartimento di Fisica. «Il Dipartimento sostiene ancora e con maggiore convinzione la seconda edizione di quest’iniziativa di comunicazione scientifica»; continua Andrea Brunello, direttore della Compagnia Arditodesìo/Teatro Portland «La scienza ci trasforma e quotidianamente ci spinge ai confini di una esistenza spesso difficile da interpretare; il genere umano è spericolato e creativo: la scienza e l’arte sono le due cose più preziose che abbiamo. Il Teatro della Meraviglia le celebra senza esitazioni e con grande passione. Racconta il lato umano della scienza. Artisti e scienziati invitano il pubblico a riflettere, capire e conoscere alimentando curiosità e processi di conoscenza in modo professionale e accattivante, appassionato e responsabile, divertente e scientifico».

A ospitare la rassegna sarà il Teatro Sanbàpolis di Trento: «Teatro e scienza sono tradizionalmente considerati due ambiti del sapere estranei e apparentemente inconciliabili, eppure, da sempre non esiste tema più ‘spettacolare’ di quello scientifico. La ‘scienza sul palco’ del teatro Sanbàpolis, proposta dal Teatro della Meraviglia, oltre ad essere scienza che diverte e che favorisce la conoscenza, può diventare anche occasione d’incontro tra studenti e territorio, rendendo più vivo e partecipato lo studentato San Bartolameo e l’attiguo polo culturale-sportivo Sanbàpolis» sottolinea Alberto Molinari, presidente dell’Opera Universitaria di Trento.

«Riuscire a veicolare l’emozione e la passione per la ricerca scientifica, utilizzando il linguaggio non formale e la drammatizzazione di vicende anche umane è un traguardo importante per arricchire la disciplina “dura” dei fisici di una valenza espressiva che la avvicina a un pubblico più vasto» aggiunge Stefano Oss, responsabile del Laboratorio di Comunicazione delle Scienze fisiche. «Tutto ciò permette anche ai fisici di riflettere sul loro modo di insegnare e di relazionarsi con gli studenti, andando oltre la tecnologia e il formalismo tradizionale. Per questo abbiamo investito nella collaborazione con teatro Portland per dar vita al “Jet Propulsion Theatre”, un’intesa fra i mondi della scienza e del teatro che vede coinvolti in prima persona protagonisti sia della fisica che dell’arte».

Foto © Romano Magrone

GLI SPETTACOLI

La nuova edizione debutterà con lo spettacolo De Revolutionibus sulla miseria del genere umano che andrà in scena giovedì 22 febbraio alle 21. Nello spettacolo della Compagnia Carullo-Minasi, un sorprendente Leopardi elabora la diatriba fra geocentrismo e eliocentrismo per smascherare la nullità umana e allo stesso tempo evidenzia una umanità incapace di prendersi cura della Natura. Il secondo spettacolo in calendario sarà Alberi della compagnia Arditodesìo|Jet Propulsion Theatre in scena il 24 febbraio alle 11 (matinée) e alle 18. Il bosco può raccontare storie antiche e inesauribili. Ma come funziona un bosco? Quali sono le sue leggi? Cosa possiamo imparare dal bosco? Questo spettacolo vuole diventare un viaggio dentro le meraviglie del bosco per permetterci di tornare in contatto con una delle presenze più silenziose ma allo stesso più importanti del nostro pianeta Terra.

Sempre della compagnia Arditodesìo|Jet Propulsion Theatre è lo spettacolo successivo Noi, Robot. Cosa vuol dire essere umano?, il 25 febbraio alle 21 e il 26 febbraio in matinée per le scuole con lo spettacolo destinato agli studenti della scuola secondaria di secondo grado. Lo spettacolo prova che la relazione fra due “individui”, uno umano e l’altro macchina, non è affatto semplice e può portare a dei paradossi insormontabili. Questa nuova produzione esplora anche il cervello umano, e allo stesso tempo vuole capire dove sta andando il campo dell’intelligenza artificiale. Lo spettacolo fa infine riferimento all’altro “cervello collettivo” che ci comprende, l’Universo, visto come un sistema complesso per molti versi simile alla mente umana.

Giovedì 1° marzo alle 21 sarà la volta di Fatti di numeri, produzione del Teatro dell’Orsa di Bologna. Lo spettacolo descrive in modo vibrante, capace di raccontare il presente, la geografia del “sentire”, la mappa del “sapere” che si cela sotto la coperta rigida dei dati. Leggere le coordinate e contribuire al cambiamento ci rende un po’ più cittadini, non solo consumatori. Cittadini liberi, comunità pensante, aperta: un consumatore cede dati, un cittadino accede ai dati. Gli open data sono come un acquedotto pubblico, se apri il rubinetto puoi conoscere, scoprire, raccontare, comprendere i cambiamenti che ci attraversano, leggere il mondo.

Ultimo appuntamento con gli spettacoli sarà il 3 marzo alle 21 con Sotto un’altra luce. Lo spettacolo della fisica, una produzione del Dipartimento di Fisica dell’Università Statale di Milano. Tre scienziati guideranno il pubblico nel sorprendente mondo della fisica fatto di laser, specchi, cascate di gas e altre strane cose. Scoprendo e riscoprendo le proprietà della luce e della materia tutti si faranno trasportare dalla meraviglia. Sono proprio curiosità e divertimento ad animare la ricerca scientifica e le scoperte sono fatte da persone che si sono incuriosite e stupite di fronte a un fenomeno, esattamente come tutti noi davanti a un sipario che si apre. Lo spettacolo è seguito da una chiacchierata con i tre attori – autori per rispondere alle curiosità del pubblico sulla fisica in scena.

LE AUGMENTED LECTURES

Le cosiddette lezioni aumentate debuttano venerdì 23 febbraio alle 10.30 (matinée per le scuole) e alle 21 con L’ultima passeggiata sulla luna con Stefano Oss, fisico e responsabile del Laboratorio di Comunicazione delle Scienze fisiche del Dipartimento di Fisica di Trento ed Enrico Merlin, musicista, compositore e storico della musica del ‘900. Con il loro aiuto si ripercorrerà l’incredibile avventura delle missioni Apollo e dell’astronauta Eugene “Gene” Cernan, l’ultimo uomo ad avere camminato sulla Luna. Il 2 marzo alle alle 10.30 (matinée per le scuole) e alle 21 sarà invece la volta de Il cosmonauta Dante alle origini dell’Universo con Anna Pegoretti, ricercatrice di Letteratura italiana al Dipartimento di Studi umanistici dell’Università Roma Tre e Laura Anzani, attrice. Sempre il 2 marzo, alle 18, toccherà anche a Parla come mangi: la fisica al ristorante, con Marina Carpineti, fisica dell’Università di Milano e con gli studenti dell’Alta formazione professionale della cucina e della ristorazione dell’Istituto Enaip di Tione di Trento. Una lezione con degustazione! Una lezione di arte culinaria e di fisica, per capire un po’ meglio cosa c’è dietro (e dentro) il cibo che mangiamo. Infine, Cose dell’Anti-Mondo, con il fisico dell’Università di Trento e del Cern Roberto Iuppa e Nadia Ischia (artista della sabbia) che si terrà il 4 marzo alle 21. La storia di come ci siamo imbattuti nell’antimateria e di come però non l’abbiamo (quasi) mai vista.

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