SetUp Contemporary Art Fair | Fiera d’arte contemporanea

SetUp Contemporary Art Fair è la fiera d’arte contemporanea, unica a livello nazionale e internazionale, che torna ad animare l’art week bolognese dal 1 al 4 febbraio 2018, in concomitanza con Artefiera. Art grows here è lo slogan che riassume perfettamente lo spirito della sesta edizione di SetUp, che presenta quest’anno eccezionali cambiamenti e straordinarie novità.

Primo fra tutti, il cambio di location: quest’anno, infatti, SetUp Contemporary Art Fair lascia l’Autostazione di Bologna per entrare nella prestigiosa sede di Palazzo Pallavicini, meravigliosa dimora di origine rinascimentale nel cuore della Bologna antica. Gli spazi dedicati alle gallerie saranno molto più ampi per garantire un panorama artistico di alto livello: 39 espositori, di cui 34 gallerie -27 italiane e 7 straniere- e 5 fra case editrici, fondazioni e altre realtà che supportano la cultura e l’arte in Italia.

L’arte contemporanea come strumento di partecipazione, è questo l’obiettivo della fiera, al fine di innescare un cortocircuito virtuoso tra economia e cultura, valorizzando il territorio, e di offrire un imperdibile luogo di incontro e di scambio per esperti e appassionati di arte contemporanea. Da cinque anni SetUp si contraddistingue come un contenitore di arte, luci, food, musica e divertimento all’avanguardia, dove chiunque, dai giovani ai collezionisti, può trovare la propria espressione e il proprio spazio nel mondo dell’arte contemporanea.

Il presente del passato è la memoria,
il presente del presente è la visione,
il presente del futuro è l’attesa.
Sant’Agostino d’Ippona

Il tema principe della VI edizione di SetUp Contemporary Art Fair è l’Attesa. Le parole di Sant’Agostino “Il presente del passato è la memoria, il presente del presente è la visione, il presente del futuro è l’attesa” sono esemplificative per rappresentare gli intenti di SetUp che, fin dal principio, ha creduto nel domani come forza propulsiva per poter esistere. SetUp, infatti, significa “predisporre le basi per il cambiamento”, l’avvenire è insito nel genoma della fiera che per sua natura vive nella tensione verso il futuro, verso il sentire e il fare delle giovani leve creative.

Dopo Orientamento e Equilibrio, leitmotiv delle edizioni 2016 e 2017, SetUp Contemporary Art Fair pone l’attenzione su una parola di grande impatto: Attesa, il tempo dell’attesa e il sentimento dell’attendere, come punto di una trilogia tematica che ha chiesto audacia, coraggio e che trova compimento assoluto nel divenire dell’idea e della riflessione come atto di fiducia. Cosa è l’attesa? È forse il momento prima che accada qualcosa? L’attesa è un tempo di gestazione che crea, nell’indeterminatezza della sostanza, un momento vitale e fervido, anche quando in apparenza sembra che nulla accada.

Come si può individuare l’invisibile che si nasconde? L’attesa è un vuoto da riempire? Se nell’attesa esiste la possibilità di cambiamento essa è astratta o concreta? L’attesa, come aspettativa, che conseguenze ha? L’attesa è utile o necessaria? Come reagisce l’impulsività di fronte al dover aspettare? Le variabili incidono nell’attesa? Nella contemplazione del futuro vi è volontà individuale, quindi l’attesa è attiva o passiva? Come cambiano i rapporti e le identità tra chi fa attendere e chi attende?

L’ipotesi avveniristica dell’attesa ha dato nomi e funzioni anche a cose e spazi ben definiti come le “liste d’attesa”, le “chiamate in attesa” e le “sale d’aspetto” in cui tutto è fermo, ma è anche tutto in movimento, l’attesa quindi è un tempo che si qualifica immobile ma che ugualmente scorre…allora l’attesa si sviluppa nel tempo? E quanto dura? Si può misurare l’attesa? E la sua soggettività? Quando finisce l’attesa? E cosa succede quando termina? Le risposte sono molteplici, non esiste un’opinione migliore perché la bellezza di questa riflessione si costruisce sulla diversità delle visioni personali e/o collettive integrate con le opere degli artisti che più rappresentano la declinazione del tema Attesa. Ogni progetto sarà un punto di vista importante.

Gli espositori della VI edizione presentano un progetto curatoriale, in cui la visione del presente sia un’indagine dell’attesa da intendersi come proiezione temporale e spaziale in cui qualcosa prende forma, perché l’attesa non è un momento in cui bisogna far passare il tempo ma è il momento in cui ci si protende oltre il tempo.

Alice Zannoni e Simona Gavioli

Nuove evoluzioni, dunque, per questa fiera indipendente di arte contemporanea, diretta e organizzata da Simona Gavioli e Alice Zannoni, che anche quest’anno si prepara ad accogliere tante novità. In occasione della fiera, infatti, Via San Felice vivrà tre giornate di eventi e aperture straordinarie, coinvolgendo nella manifestazione le attività della via e invitando numerosi artisti ad animarne gli scenari urbani. Un circuito molto caro a SetUp che si rinnova anche quest’anno nell’ottica di valorizzazione del territorio attraverso l’arte contemporanea come strumento di partecipazione.

Palazzo Pallavicini, Bologna

Inoltre, a conferma del rafforzo di questa “bolognesità” sarà la forte e sentita partecipazione delle eccellenze del territorio, con un comitato scientifico d’eccezione, che vedrà anche quest’anno in prima linea Silvia Evangelisti, affiancata da un ricco ventaglio di addetti ai lavori del settore, quali galleristi, collezionisti, critici, direttori di musei e curatori, provenienti dalle terre emiliano-romagnole.

In conclusione, i cambiamenti e le novità di questa nuova edizione di SetUp 2018 non sono altro che il risultato di cinque anni di continue evoluzioni, riassumibili nella formula always changes: partendo dal presupposto di predisporre le basi per il cambiamento, SetUp continua a rinnovarsi di anno in anno, mantenendo viva e attuale l’identità di un brand nato per offrire nuovi orizzonti, per promuovere anche le gallerie che investono su artisti emergenti, per far crescere una nuova generazione di collezionisti, per innescare un cortocircuito virtuoso tra commercio e cultura, per offrire un luogo di incontro per esperti di arte contemporanea, ma anche appassionati, per soddisfare ad ampio raggio l’attrattiva da parte del pubblico e soprattutto perché SetUp crede nella concreta possibilità che si possa generare una sana “economia della cultura”.