Rivoluzione digitale nella produzione

La rivoluzione digitale nell’industria manifatturiera europea

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Uno studio di Cisco indaga sui futuri scenari della rivoluzione digitale nella produzione

Un recente studio di Cisco che ha coinvolto 600 decision maker senior di 13 paesi, offre diversi spunti interessanti per analizzare il futuro della industria manifatturiera in Europa.

In Europa, la consapevolezza della importanza della innovazione digitale, è minore

Il settore manifatturiero europeo resta un importante motore di crescita e genera più dei due terzi delle esportazioni dell’Unione Europea. Tuttavia, osserva lo studio di Cisco, l’Europa ha dei ritardi sotto l’aspetto dell’innovazione digitale, in particolare rispetto ai concorrenti asiatici.

Si osserva, la situazione manifatturiera europea deve affrontare alcuni scenari problematici: in Germania, al di là dello scandalo Volkswagen, la carenza di manodopera ed i costi crescenti delle materie prime; in Italia, il calo di crescita dell’economia cinese con conseguente declino delle esportazioni; in Francia, un brusco calo di produzione e di ordini dall’estero con conseguenze occupazionali importanti; nel Regno Unito, infine, il rallentamento economico cinese e la sterlina forte che hanno indotto anche qui un declino dell’export.

Un sondaggio di Cisco condotto tra dirigenti di aziende produttrici sia di macchinari industriali che di beni di consumo ha registrato che il 79% degli intervistati a livello mondiale ritiene che nei prossimi tre anni la rivoluzione digitale sia destinata ad avere un impatto da medio a elevato sulle aziende. Questa percentuale raggiunge il 90% tra i paesi asiatici, ma cala al 77% tra i produttori europei.

Questo non impedisce, tuttavia, che alcuni paesi, in particolare la Germania, stia pianificando per tempo la sfida della rivoluzione digitale nelle fabbriche. Il governo tedesco, infatti, ha promosso all’interno del suo Piano Strategico High-Tech 2020, il progetto INDUSTRIE 4.0, in accordo con aziende quali Bosch e Siemens.

Nelle parole della agenzia governativa tedesca Germany Trade & Invest:

INDUSTRIE 4.0 mette insieme tecnologie di produzione basate sui sistemi embedded e processi produttivi Smart per mettere le fondamenta ad una nuova era tecnologica che trasformerà radicalmente l’industria, la catena di valore della produzione ed i modelli di business.

Modelli di business basati sui servizi

I produttori europei e mondiali di macchinari stanno da tempo approcciando un modello di redditività basato sui servizi. Infatti, la tradizionale qualità dei prodotti europei potrebbe in futuro non essere più sufficiente, vista la crescente rilevanza che sta assumendo il post vendita.

Le aziende produttrici di macchinari, che saranno in grado di implementare con successo i servizi, potranno offrire nuovi modelli di business che prevedono pagamenti basati sui risultati del business, ad esempio legati ai tempi di attività dello stabilimento, come già accade per altri prodotti a investimento di capitale.

Questi nuovi modelli basati sui servizi sono generati dall’innovazione digitale. Nel lungo periodo, la visione centrata esclusivamente sul prodotto potrebbe penalizzare i produttori europei, che rischiano di rimanere arretrati rispetto ai concorrenti globali nella fase di transizione a modelli di ricavi basati sui servizi.

Un rapporto del Global Center for Digital Business Transformation, Digital Vortex: How Digital Disruption Is Redefining Industries, 4 su 10 delle principali aziende manifatturiere si troveranno in difficoltà nell’affrontare la rivoluzione digitale dei prossimi tre anni.

Un parametro creato da Cisco per quantificare economicamente tali opportunità è il “valore potenziale”, ovvero il potenziale profitto generato o trasferito tra aziende e settori, in base all’abilità di sfruttare le capacità digitali nel corso del prossimo decennio. Secondo Cisco nei prossimi 10 anni verrà generato l’equivalente di 383 miliardi di dollari in valore potenziale digitale derivante da prodotti, nuovi macchinari connessi e nuovi modelli di servizi. Questo significa, secondo il rapporto, che il profitto per una media azienda manifatturiera che abbraccia la digitalizzazione vedrà un incremento del 12,8% nel prossimo triennio e del 19% nei prossimi 10 anni.

Macchinari connessi ed il MAAS

Con tale termine riuniamo almeno 3 tipologie diverse di macchine: dispositivi monitorati internamente, dispositivi monitorati da terze parti oppure secondo un nuovo modello, “machine-as-a-service” (MaaS), in base al quale il cliente, produttore di beni di consumo, paga solo le spese operative per ottenere un determinato risultato di business anziché acquistare un macchinario fisico come investimento di capitale.

Dal sondaggio di Cisco, i “macchinari connessi” rappresentano una possibilità già molto sviluppata tra le aziende europee produttrici di macchinari: il 43% di esse già riceve dati telemetrici degli impianti dei clienti, il 46% prevede di farlo in un breve periodo. Solo una ridotta percentuale del 7% di aziende non ha predisposto un piano in tal senso.

Tra le aziende che già oggi ricevono dati telemetrici dai macchinari di produzione dei clienti, il 52% concorda pienamente con l’affermazione: “La nostra azienda ottiene molto valore dai dati ricevuti dai macchinari che vendiamo ai clienti”, mentre un altro 40% dichiara d’essere abbastanza concorde con tale affermazione.

Queste risposte sono in linea con i rusultati globali e le aziende europee produttrici di beni valutano con interesse il modello MaaS . Tuttavia, le aziende europee che si dichiarano “abbastanza” o “molto” interessate è del 76%, dimostrando un certo ritardo sia rispetto all’Asia (89%) che alle Americhe (85%).

La manutenzione predittiva nell'ottica di Schneider Electric. Source: Schneider Electric
La manutenzione predittiva nell’ottica di Schneider Electric. Source: Schneider Electric

La manutenzione predittiva

I macchinari connessi e l’anaisi dei dati portano con sè una applicazione molto importante: la manutenzione predittiva. I dati che si possono raccogliere in tempo reale dai macchinari connessi consentono ai tecnici di prevedere i guasti prima che causino tempi di fermo-macchina e di effettuare in anticipo la manutenzione dei macchinari più critici per la produzione.

La grande importanza che assumerà la manutenzione predittiva si può facilmente comprendere tenendo conto che in questo settore si hanno percentuali medie di OEE ( Overall Equipment Effectiveness ) intorno al 60%: tale innovazione offre quindi un potente strumento di differenziamento dalla concorrenza.

Tuttavia, nonostante le aziende che utilizzano macchinari connessi con la possibilità di accedere alla manutenzione predittiva abbiano sottolineato l’importanza di tali tecnologie digitali, i produttori europei intervistati dimostrano ancora un certo ritardo rispetto ai concorrenti asiatici e mondiali. Nel sondaggio di Cisco infatti solo il 79% dei produttori europei ha definito la manutenzione predittiva “abbastanza” o “molto” positiva. Di contro, nell’area Asia-Pacifico e a livello mondiale le percentuali sono state rispettivamente pari al 95% e all’87%.

Le conclusioni del report di Cisco, che ha evidenziato il ritardo dei produttori europei nel prendere coscienza della rivoluzione digitale in atto nelle fabbriche e delle enormi conseguenze che essa avrà nel modo stesso di produrre e di generare servizi innovativi, sono un campanello di allarme per l’industria manifatturiera europea:

Come è stato evidenziato, i produttori europei si trovano di fronte a uno scenario di mercato sempre più volatile. Stando ai risultati del sondaggio, i produttori sono consapevoli delle minacce della rivoluzione digitale, così come dell’esigenza di innovazione ed evoluzione del modello di business. Tuttavia, i concorrenti a livello globale, specialmente in Asia, minacciano di surclassarli nel campo dell’innovazione digitale. In tale scenario la possibilità di “perseguire l’obiettivo a qualsiasi costo” non è un’opzione attuabile. Solo la trasformazione digitale consentirà all’Europa di continuare a essere una potenza dell’industria manifatturiera nell’era digitale.