Entrectinib, il farmaco “made in Italy”, positiva la fase 1

Dalla ricerca italiana contro il cancro alla sperimentazione mondiale: i dati pubblicati rilevano nuovi incoraggianti risultati che comprovano l’efficacia del farmaco. Questa è una delle più importanti comunicazioni date nel mese di febbraio dall’Università di Milano. Infatti Entrectinib è il nome del farmaco “made in Italy”, una molecola nata dalla ricerca italiana del Centro Ricerche di Nerviano. Lo sviluppo clinico della molecola era stato avviato al Niguarda Cancer Center e all’Istituto Nazionale dei Tumori, per poi essere espanso su scala mondiale grazie all’azienda farmaceutica americana Ignyta.

A confermare la rilevanza della ricerca c’è la pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica Cancer Discovery che descrive i risultati ottenuti in due sperimentazioni cliniche di fase 1 (cioè il primo passo dello sviluppo clinico di un farmaco in pazienti con tumore) che hanno coinvolto centri ospedalieri dell’area asiatica, europea e americana. Primi firmatari del lavoro sono Salvatore Siena, Direttore del Dipartimento di Ematologia e Oncologia di Niguarda, e Filippo de Braud, Direttore del Dipartimento Oncologico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, entrambi professori di Oncologia Medica dell’Università Statale di Milano, seguiti dai colleghi del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York.

Il prof. Siena ritiene che «questi risultati positivi delineano le potenzialità di entrectinib come terapia per pazienti con tumori che presentano i bersagli molecolari TRK e ROS-1. Guardiamo quindi con molta attenzione al nuovo farmaco, che per la sua versatilità si è dimostrato efficace per tanti tipi di tumori e in grado di agire sulle neoplasie cerebrali». Continua il prof. de Braud, autore principale della stessa ricerca, che «va considerato come per la prima volta una sperimentazione di fase 1 ha portato a voler sviluppare un farmaco in un basket trial su tumori diversi basandosi sulle loro caratteristiche molecolari e non sull’istologia. Tutto ciò è entusiasmante ed estremamente innovativo perché ci stiamo spostando da una classificazione istologica ad una molecolare per terapie sempre più efficaci».

Lo studio raccoglie i risultati dei due trial condotti su un totale di 119 pazienti: dei 25 casi che mostravano le caratteristiche idonee per la terapia a base di Entrectinib il 79% ha risposto al trattamento, evidenziando inoltre un ottimo profilo di tollerabilità. Nello specifico per i 3 pazienti con riarrangamenti dei geni NTRK1/2/3 (tumore del polmone non a piccole cellule -NSCLC-, carcinoma delle ghiandole salivari -MASC- e tumore colon retto) il tasso di risposta alla terapia è stato del 100% con una completa scomparsa delle metastasi cerebrali per il paziente in terapia per NSCLC.

Il farmaco, che viene somministrato per via orale, è un esempio di medicina di precisione e svolge un’azione mirata contro una serie di bersagli molecolari -i geni NTRK1/2/3, ROS 1 e ALK- che vengono attivati in tumori di diversi tipi istologici. Lo studio pubblicato da Cancer Discovery indica che Entrectinib è ben tollerato e induce buone risposte cliniche per un’ampia gamma di tumori che presentano le alterazioni “bersaglio” del farmaco, e che comprendono sottopopolazioni del tumore del polmone non a piccole cellule, il tumore del colon retto, il carcinoma delle ghiandole salivari, il melanoma e il carcinoma renale. Gli effetti sono stati rilevati già dopo 4 settimane di terapia e il paziente che mostra la risposta più prolungata è in trattamento con il farmaco da oltre 2 anni e mezzo con benefici che tuttora continuano.

Inoltre, grazie alla sua capacità di attraversare la barriera emato-encefalica, il farmaco si è dimostrato efficace anche per trattare quei pazienti in cui il tumore conduce alla formazione di metastasi cerebrali. Entrectinib, attualmente in fase 2 di sperimentazione clinica, è ad oggi il primo farmaco inibitore di TRK che ha alle spalle un’evidenza clinica di attività, con risultati già pubblicati, per il tumore del polmone non a piccole cellule e i tumori cerebrali.

A concludere questo comunicato sono le parole di Elena Ardini, responsabile presso Nerviano Medical Sciences del progetto che ha scoperto Entrectinib:

Siamo orgogliosi che un farmaco nato nei nostri laboratori stia rapidamente avanzando nel percorso di sviluppo, dando ai pazienti i benefici attesi sulla base delle ipotesi molecolari.