di Filippina Arena (parte II)
I Vichinghi e la loro incredibile espansione
Chi erano i Vichinghi
Le 4 Fasi della loro Espansione
Vita e Attività
Commercio e Religione
Parte II
I Vichinghi
Cosmogonia
Le Rune
I Vichinghi
Il nome Vichinghi deriva da vìkingr composto da vik, fiordo, e ingr, suffisso che indica senso di appartenenza: tradotto significa “quelli che provengono dai fiordi”. Invece, secondo la versione derivata dall’etimologia britannica, il nome significa pirata. In entrambe le versioni il nesso consiste nell’indicare la provenienza, nel primo caso, e la loro identità nell’altro.
Le cause della loro espansione furono principalmente l’aumento di popolazione, le carestie e il bisogno di abitare luoghi con clima più temperato. Vi è inoltre una ragione particolare: la scoperta di nuove rotte commerciali nel nord dovuta all’indebolimento della flotta di Carlo Magno. Quest’ultimo aspetto procurò ai Vichinghi la possibilità di impossessarsi di beni di consumo e oro, inducendo altri conterranei a partire per spingersi verso Inghilterra, Irlanda, Scozia, Francia e Spagna e, passando per lo stretto di Gibilterra, verso il Bosforo Turco, dove nel 860 d.C. assaltarono Costantinopoli. Intorno al 1000 d.C. arrivarono anche in Italia, in Sicilia, Calabria e Puglia.
(Mappa delle rotte delle incursioni vichinghe in Europa e delle rotte commerciali e degli insediamenti norreni in Europa, Groenlandia e Nord America, da Encyclopedia Britannica, 2020).
La maggior parte degli studiosi afferma che tutte le popolazioni venute a contatto con i Vichinghi apprezzarono e imitarono la loro cultura, assumendone o imitandone tradizioni, abitudini, modelli sociali. Il loro vocabolario nautico divenne standard in ogni paese del mondo.
Cosmogonia
“ Al principio era il tempo, Ymir vi dimorava. Non c’era sabbia né mare né gelide onde. Non c’era terra né cielo in alto: un vuoto si spalancava e in nessun luogo erba”, era solo “un mondo nebbioso e un universo di fuoco in costante divenire” la nebbia era spessa e fangosa. Era uno spazio vuoto e a sud sorgeva il fuoco chiamato Msuspell. Nel punto in cui la nebbia brucia nel fuoco stava Surt, un essere esistente prima degli dei.
(Thomas Hedlund , “Mitologia norrena”, 2022)
Tra il mondo della nebbia e quello delle fiamme si apriva uno spazio vuoto. Ma nel punto cui il ghiaccio del Nord, sorto dalla solidificazione di corsi d’acqua velenosi, incontrava il fuoco del Sud, comparve la vita. Dopo un po’ apparve una grande mucca priva di corna che il gigante chiamò Audhumla. La mucca leccando con la lingua le fredde superfici dell’universo, generò prima i capelli di un uomo, poi la testa e il terzo giorno il corpo: nacque Buri.
E mentre Ymir riposava, dopo aver mangiato, nel sonno partorì un gigante a sei teste mentre dall’ascella sinistra nacquero un gigante e una gigantessa. Buri poi sposò la prima gigantessa: da essi nacque Bor che sposò Bestla, figlia di un gigante e dall’unione nacquero Odino, Ve e Vili. Quando i tre fratelli divennero adulti capirono subito che la loro vita era destinata a finire nel vuoto cosmico. Allora decisero di uccidere Ymir perché solo cosi avrebbero dato vita ai mondi. Dal corpo frantumato di Ymir nacquero il Cielo e la Terra. Dalle sue ciglia sorse la terra di mezzo sita al centro del mondo e fu chiamata Midgard.
Ma dal corpo di Ymir si generarono tanti vermi oscuri ai quali le tre divinità diedero un aspetto antropomorfo generando così la stirpe dei nani: quattro di loro furono posti ai quattro angoli del mondo con lo scopo di sostenere la vota celeste. I loro nomi erano Nordri, Sudri, Austri e Vestri,da cui derivarono i 4 punti cardinali. Mentre camminavano fra piante e alberi, i tre fratelli si imbatterono in alcuni tronchi di frassino e olmo: Odino e i due fratelli decisero di infondere loro il primo respiro e così nacquero il primo uomo e la prima donna, per volontà degli dei Ask ed Embla.
Al centro dell’universo stava l’albero, il frassino che regge i mondi e ai suoi piedi sorgeva la fonte del destino, Urdarbrunnr intorno alla quale si fermarono le tre Norne: Urd (che conserva il nostro passato), Verdandi (detiene quel che è in divenire) e Skuld (quel che è previsto). Odino, desideroso di impossessarsi della Verità andò da Volva – la veggente che conosce il destino e vede ogni cosa – e Volva gli raccontò la storia della Fonte. Odino era andato dallo zio Mimir, anch’egli detentore della conoscenza eterna, quella cioè che consente di accedere alla verità suprema, all’ordine cosmico e a tutte le regole che governano la natura, e per ottenere questa conoscenza avrebbe dovuto bere alla Fonte sita ai piedi dell’albero del mondo, il frassino cosmico Yggdrasil. Dopo varie richieste lo zio intimò ad Odino di gettare un suo occhio nella fonte. Così Odino prese un coltello, si tolse un occhio e lo gettò nella fonte. Quindi prese il corno magico lo riempì dell’acqua della Fonte, bevve e subito ebbe conoscenza di tutto.
Dopo aver ascoltato la storia, Odino vuotò il contenuto della sacca che portava, dicendo: “ecco la profezia”, a cui Volva rispose con la profezia: “Vedo tuo figlio macchiato di sangue. Egli verrà ucciso e la sua morte sarà vendicata da tuo fratello Vali”. Dopo ciò la veggente sprofondò negli abissi da cui era venuta. Moltissime sono le vicende delle divinità, caratterizzate sempre da metamorfosi mostruose, fatti paurosi, uccisioni feroci e nascite incredibili. Le vicende degli dei narrano il passato ma esistono anche vicende che riguardano il futuro.
La fine del mondo: il Ragnarok
Cosi racconta Heimdall: L’inizio della fine avverrà in inverno, un inverno terribile, freddissimo e prolungato, chiamato Fimbulwinter, che porterà morte agli uomini, animali, piante. Ci saranno uccisioni dei figli da parte dei padri, uccisioni fra fratelli e sorelle. Un vento violentissimo distruggerà tutto. Ci sarà poi un’esplosione e tutto si tramuterà in cenere.
Coloro che riusciranno a sopravvivere vivranno come bestie e tutto sarà avvolto da una nebbia fitta, solida e grigia. Poi la neve coprirà ogni cosa seguita da un gelo terrificante. Le morti seguiranno alle morti. Quindi arriveranno terremoti spaventosi che distruggeranno ogni cosa e ogni luogo sarà inghiottito nella profondità della terra.
Il grande lupo Fenrir si libererà dalla sua prigione e con le sue immense fauci cercherà vendetta. La mascella superiore raggiungerà la vota celeste, mentre quella inferiore raggiungerà la terra divorando ogni cosa e lasciando così un grande vuoto.
A un certo punto il cielo si dividerà in due, così che i giganti, figli di Muspell, al comando di Surtr, signore del fuoco, riuscirà ad entrare nel reame di Asgar. Il messaggero degli dei, Heimdall vedendo ogni cosa sarà preso dal terrore e suonerà il corno Gjallerhom, secondo l’ordine dato da Odino che risponderà per raggiungere il punto d’incontro designato e con un cavallo dalle otto gambe. Ma prima dovrà consultarsi con l’anima dello zio il cui corpo giace alla fonte della saggezza di Mimir, che darà i suoi consigli; quindi si recherà sul luogo di battaglia insieme al figlio Thor. Al principio della battaglia Odino si scaglia contro il mostruoso lupo Fenrir, Thor contro il serpente velenoso. Odino morirà sotto le fauci del cane. Thor taglierà la gola al serpente ma sarà colpito dal potente veleno schizzato dalla corpo di questi. Odino sarà però vendicato da figlio Vidar che riuscirà ad uccidere Fenrir. Alla fine il gigante delle fiamme Surtr si alzerà sopra tutta la piana di battaglia e trasformerà ogni cosa in cenere.
Le Rune e il loro potere magico
La parola Runa significa mistero e segreto e la loro origine è così incerta che gli studiosi ancora dibattano sull’attribuzione corretta. L’alfabeto usato dai popoli nordici era l’alfabeto runico Futark, nome che aveva origine dalle iniziali in sequenza delle prime sei Rune che lo componevano: Fehu, Uruz, Thurisaz, Anzuz, Raido, Kaunaz. Il Futark più antico risale al V sec. d.C. ed era composto da 24 rune. Ogni runa era rappresentata da un segno al quale corrispondeva un suono.
“Ogni Runa è la sintesi di profondi segreti che appartengono alla Terra. Per usare le rune occorre conoscerle e per conoscerle occorre scoprirle un poco alla volta, attraverso i loro significati e i loro aspetti. Come un diamante prezioso le Rune hanno mille sfaccettature e possono essere utilizzate in situazioni e per fini molto diversi”. (Rune, Bianca Luna, 2021)
Infatti per poterle leggere è necessario tener conto della loro essenza, quello che Bianca Luna chiama carta di identità, perché ne svela il significato profondo di messaggio, cioè quello che essa ci dice sulla situazione che stiamo vivendo e i consigli per meglio sfruttare le energie della runa. L’avvertimento, i pericoli che possiamo incontrare se usiamo senza consapevolezza le energie della Runa, le nostre tendenze negative; il talismano ovvero l’impiego magico della runa, e infine tutte le domande che possono sorgerci riguardo al loro significato.
Fehu
si pronuncia F, è la prima Runa. La sua essenza è legata agi inizi, alle novità. È legata altresì alla ricchezza, alla fertilità, all’abbondanza, alla buona salute. Il messaggio è quello di indicare le buone opportunità per appagare i nostri desideri. Ci avverte circa il rischio di diventare troppo arroganti e rimanere umili e dignitosi nel rispetto di chi ci sta intorno. Il talismano dice che ci rende forti e pieni di intelligenza pratica. È simbolo di fertilità, utile per gli artisti in cerca di ispirazione e per le donne che vogliono diventare madri.
Thurisaz
si pronuncia TH. Significa spina. Chi si punge con la spina si fa male e tramite il dolore fa un passo avanti nella conoscenza di sé e del mondo. Essa ci spinge ad approfondire le cose facendo esperienza del mondo e ad usare l’intelligenza per eliminare l’ignoranza ed evitare le illusioni del mondo. Ci invita alla vigilanza. Ci avverte riguardo alla duplice tendenza che è in noi: la seduzione del futuro e l’attaccamento al passato, pertanto prima di agire dobbiamo riflettere. Il talismano è garante di lucidità e capacità di saper ben distinguere nelle nostre scelte.
Ansuz
si pronuncia A e significa Bocca. La sua essenza sta nel linguaggio e nella comunicazione. Riguarda gli insegnamenti che si trasmettono per via orale, la saggezza antica. Il messaggio contiene la sua apertura al mondo e un modo per farci apprezzare e discutere di progetti in comune con gli altri, senza prevaricarli. È l’occasione per programmare il futuro. Ci avverte però di evitare incomprensioni e fraintesi e raccomanda di essere chiari precisi efficaci nell’uso delle parole. Il talismano dà chiarezza lucidità, empatia ed è utile a chi svolge attività a contatto con la gente.
Kaunaz
si pronuncia K o C dura. Significa fiaccola. La sua essenza è legata al fuoco, inteso sia come passione, calore, comprensione, compassione, sia come distruzione, malattia, stato di agitazione.. Il messaggio di cui è portatore indica un momento di cambiamento, in particolare quando nella nostra vita appare qualcosa di nuovo e che abbiamo desiderato intensamente: l’innamoramento ad es. come anche nuove sfide che desideriamo affrontare. Ci avverte tuttavia che, essendo le passioni pronte a divampare, dobbiamo stare attenti a che tutto sia sotto controllo e corriamo il rischio di perderlo, come negli accessi di collera. Questa pur essendo un fatto umano può essere mitigata sviluppando compassione e comprensione per gli altri. Si può imparare inoltre dai nostri errori. Questa runa ci rende forti, passionali,stimola i nostri desideri e dà lucidità mentale.
Wunjo
si pronuncia W e significa gioia. Gioia, benessere pace domestica, senso di appartenenza, aiuto reciproco ma anche, al contrario, solitudine, tristezza, senso di esclusione, senso di sradicamento. Il suo messaggio infatti ci riporta alle nostre radici, all’amore per la famiglia intesa anche come base di tutti i nostri rapporti sociali. E sono proprio le radici il nostro punto di partenza che ci spronano ad andare avanti anche quando ci troviamo di fronte ad esperienze negative: questo il principale avvertimento unito a quello di trovare in sé la gioia e la serenità per affrontare il futuro e aprirci all’amore. Il suo talismano, stimolando comprensione e armonia, aiuta ad avere ottimi rapporti in famiglia ed è sicura protezione per le coppie.
Nauthiz
si pronuncia N. Significa Necessità. Bisogno necessità ma anche insegnamento disciplina in quanto ci insegna che le esperienze anche quelle negative ci possono sempre insegnare qualcosa sopratutto l’accettazione del proprio destino e il volgerlo a nostro favore con tenacia e umiltà. Il suo messaggio è quello di trasformare le dure prove della vita in positività. Ciò comporta l’uso di forza interiore e rigore con se stessi e con gli altri. Ci avverte inoltre che se un atteggiamento è portato ad estreme conseguenze può rasentare il fanatismo. Coerentemente al messaggio il talismano ci aiuta a superare ogni difficile prova con forza d’animo e spirito di sacrificio. Sviluppa infine altruismo e compassione per gli altri.
Jera
si pronuncia J o Y. Significa Anno. È legata al ciclo delle stagioni, in particolare alla mietitura e per questo rimanda all’abbondanza e alla felicità. Per questo dobbiamo godere di ogni momento della nostra esistenza. Il messaggio è quindi quello di godere del presente e guardarsi intorno per cogliere tutti gli aspetti positivi della realtà contemplandone soprattutto la bellezza. E per questo che l’invito è quello di accontentarsi e godere di quello che si ha, senza farsi dominare dall’ansia e dall’avidità. E quindi il suo talismano ci dice di accettare serenamente l’alternarsi dei cicli delle vita e il cambiamento in generale.
Eihwaz
si pronuncia E. Significa Cavallo. È la runa del viaggio, sia fisico che metaforico, nel senso del progresso e dell’importanza di trovare un proprio posto nel mondo. Riguarda l’indipendenza di ciascuno di noi e lo sforzo per conquistarlo. Rappresenta l’energia per aprirsi al mondo uscendo da se stessi. Pertanto ci induce all’azione ed esalta le nostre potenzialità per metterci alla prova e utilizzare tutte le nostre capacità nascoste. Naturalmente ci avverte di non fermarci su noi stessi. E ci mette in guardia dal desiderare di non voler ottenere una cosa ad ogni costo. Il suo talismano è la protezione dei viaggi e ispira velocità nell’azione nella vita di tutti i giorni. Per la sua apertura al mondo ci rende solidali con gli altri.
Mannaz
si pronuncia M. Significa Umanità. Riguarda i rapporti tra gli uomini, in particolare quelli con la famiglia perno della società. Per questo la sua energia si basa sulla potenza della collettività, intesa come grande famiglia. Il suo messaggio ci spinge a credere in una mente universale che la comprende tutti. Quindi la comunicazione e lo scambio, i legami di sangue e quelli sentimentali, l’amicizia e l’aiuto reciproco sono il fondamento del vivere quotidiano. Ovviamente la chiusura in se stessi è ciò che non va fatto. Attingere alle potenzialità della nostra vita, soprattutto nei momenti più bui è necessario avendo sempre l’occhio aperto agli altri. Il suo talismano è la compassione, l’empatia. Ci rende forti nei momenti emotivamente difficili. Pertanto ha una valenza terapeutica.
Odin
la runa bianca. Non ha alcuna pronuncia e non fa parte dell’alfabeto runico. La sua energia va messa in relazione con le altre rune. Simboleggia il silenzio, la pagina bianca ancora da scrivere. È il caos, il destino, l’ignoto. Nella nostra vita è l’essenza più profonda perché rappresenta l’inconscio e la fase in cui il pensiero non è organizzato. La sua energia è connessa con i bisogni primari, l’istinto, la fase preverbale. Per questo è necessario indirizzare bene le nostre pulsioni che altrimenti potrebbero essere autodistruttive. Usandole bene invece sono motivo di crescita e trasformazioni positive. Ci invita alla prudenza e alla consapevolezza dei nostri limiti accettando l’imprevisto con coraggio ed equilibrio. Odin, quando è vicina ad un’altra runa, ne rovescia le certezze e quindi è compito nostro accogliere e utilizzare questa forza. Impresa non facile ma da compiere giorno per giorno.
Per concludere
I Vichinghi e la loro cultura costituiscono un mondo ricco e affascinante. Ricco per la varietà dei loro usi costumi tradizioni, affascinante per il loro modo di pensare e di essere tanto contraddittorio quanto coerente nella loro visione del mondo e della realtà quotidiana (sono infatti saccheggiatori e poeti, distruttori di cose e uomini e insieme costruttori di pensiero umano e profondo, basti pensare alle rune).
È indiscutibile che siano stati un popolo di saccheggiatori, ma è altrettanto vero che nelle loro scorribande hanno anche saputo rispettare e difendere le popolazioni invase, come nel caso dei francesi. Non a caso i loro costumi sono stati spesso emulati. Il loro modo di vivere e organizzarsi denota un grande senso della collettività, della comunità, dell’appartenenza, della tradizione sempre presente nella vita quotidiana, valori spunto di riflessione per la nostra contemporaneità.
La loro lungimiranza si esprime sia nella visione del loro mondo interno, sia nel rapporto con le popolazioni con cui sono venute a contatto. Dagli altri non prendevano solo merci e beni materiali ma apprendevano valori e conoscenze. Non a caso la loro maggiore divinità Odino si batte e muore per la conoscenza. Nella loro cultura caratteristiche rilevanti sono l’animismo (pietre e alberi parlanti), le frequente presenza dell’elemento mostruoso, le metamorfosi frequenti e soprattutto la visione circolare del mondo assieme a un forte senso dell’infinito.
Infine la saggezza contenuta e scritta nel loro alfabeto: le Rune. È difficile trovare un alfabeto così singolare e originale. Le Rune sono sì lettere, ma sono soprattutto corpi contenenti concezioni riguardanti la vita quotidiana, messaggi, indicazioni, ammonimenti, presagi, espressione di una saggezza profonda e lungimirante. Un alfabeto pieno cui attingere non solo per comunicare, ma soprattutto per esprimere il pensiero come guida per il vivere quotidiano. Ed è proprio dal loro alfabeto che dovremmo partire nella lettura del mondo vero dei Vichinghi.
[leggi Mitologia Nordica Parte 1]
