di Filippina Arena (parte I)
I Vichinghi e la loro incredibile espansione
(nell’immagine: Scacchi norreni, provenienti da un tesoro vichingo, Isola di Lewis, Scozia. Credits: CM Dixon/Print Collector/Getty Images)
Parte I
Chi erano i Vichinghi
Le 4 Fasi della loro Espansione
Vita e Attività
Commercio e Religione
Parte II
Cosmogonia
Le Rune
Chi erano i Vichinghi?
“Saccheggiatori e poeti, ma anche guerrieri e artisti d’una sensibilità struggente, quasi ipnotica. Condottieri e strateghi per terra e per mare, spesso mitizzati e denigrati, considerati barbari privi di sensibilità alcuna, i Vichinghi rimangono fra i più atavici fondatori dell’Europa moderna”
(Thoms Hedlund, Mitologia norrena)
Il nome Vichinghi deriva da vìkingr composto da vik, fiordo, e ingr, suffisso che indica senso di appartenenza: tradotto significa “quelli che provengono dai fiordi”. Invece, secondo la versione derivata dall’etimologia britannica, il nome significa pirata. In entrambe le versioni il nesso consiste nell’indicare la provenienza, nel primo caso, e la loro identità nell’altro. Furono considerati Pirati perché, vivendo nella regione scandinava molto fredda, non potevano praticare l’agricoltura – se non in periodi molto brevi, d’estate – per cui verso il 790 d.C., per procurarsi il cibo, cominciarono a espandersi spingendosi dapprima verso Nord e poi verso Est contaminando con i loro costumi la Russia, assediando paesi ed effettuando feroci incursioni, saccheggi e razzie ai danni delle popolazioni.
Le cause della loro espansione furono principalmente l’aumento di popolazione, le carestie e il bisogno di abitare luoghi con clima più temperato. Vi è inoltre una ragione particolare: la scoperta di nuove rotte commerciali nel nord dovuta all’indebolimento della flotta di Carlo Magno. Quest’ultimo aspetto procurò ai Vichinghi la possibilità di impossessarsi di beni di consumo e oro, inducendo altri conterranei a partire per spingersi verso Inghilterra, Irlanda, Scozia, Francia e Spagna e, passando per lo stretto di Gibilterra, verso il Bosforo Turco, dove nel 860 d.C. assaltarono Costantinopoli. Intorno al 1000 d.C. arrivarono anche in Italia, in Sicilia, Calabria e Puglia.

La maggior parte degli studiosi afferma che tutte le popolazioni venute a contatto con i Vichinghi apprezzarono e imitarono la loro cultura, assumendone o imitandone tradizioni, abitudini, modelli sociali. Il loro vocabolario nautico divenne standard in ogni paese del mondo.
Le 4 Fasi della loro Espansione
- La prima fase, dall’800 all’850 d.C., fu caratterizzata da saccheggi e razzie casuali ai danni di villaggi, monasteri, abbazie.
- La seconda fase, tra l’850 e il 900 d.C., fu determinata invece da conquiste e spedizioni più organizzate, durante la quale impararono a intimorire psicologicamente i nemici con le urla e il clamore delle armi. Effettuavano agguati veloci e corpo a corpo.
- La terza fase, tra il 900 e il 980 d.C., vide la colonizzazione di nuovi territori, fasce costiere dell’Inghilterra e Irlanda meridionale, alcune regioni slave, come l’attuale Ucraina. Va precisato che i Vichinghi, insediandosi nei nuovi territori, furono rispettosi degli usi e costumi locali e provvedevano alla difesa delle “nuove patrie”.
- La quarta e ultima fase si svolse tra il 980 e il 1050 d.C., durante la quale i danesi si spostarono a Nordovest e gli svedesi a Sudest verso l’Asia.
La Società Vichinga
I Vichinghi vivevano in piccoli insediamenti agricoli retti da un capo che possedeva gran parte della terra e, agli inizi dell’epoca vichinga, il potere era in mano a un ristretto numero di famiglie, specialmente in Danimarca, la prima a darsi un Re verso il 900 (Neil Grant, I Vichinghi). In genere il Principe del luogo era sovrano e capo guerriero al vertice della piramide sociale. Seguivano i nobili, Jarl quindi gli uomini liberio Karl e in ultimo gli schiavi catturati durante le razzie.
Le leggi non scritte erano costituite dagli usi popolari e dal giudizio del capo. Inoltre sancivano accordi commerciali, combinavano matrimoni e scambiavano pettegolezzi. Il “Jonsbok”, il primo codice scritto, risale a 200 anni dopo la fine dell’epoca vichinga e fu compilato in Islanda.

La piramide sociale era un’istituzione che accompagnava i Vichinghi nelle loro migrazioni. Ma con l’avvento della monarchia perse potere. Le faide e gli omicidi essendo molto frequenti, venivano risolte con un risarcimento danni. La sentenza era affidata al giudizio di Dio (ordalie) ed espresso di fronte al Thing, ovvero l’Assemblea degli Uomini Liberi. Tutti i Thing si riunivano ogni estate a Thingvellir in Islanda, in una assemblea nazionale detta Althing – definita da molti il primo parlamento del mondo – agli ordini di un presidente eletto, la Voce della Legge, cui era affidato il governo.
Come vivevano i Vichinghi?
Le case erano costituite da una fattoria centrale di forma rettangolare, la boer, costeggiata da muri in torba. Intorno sorgevano tante altre unità abitative, ciascuna deputata a una diversa funzione sociale; per gran parte si trattava di laboratori di fonderia per forgiare le armi, altri erano usati per la fermentazione della birra o per la stagionatura dei formaggi.
Al centro dell’edificio principale era la stofa, la pianta dell’edificio a forma rettangolare dove abitavano i membri del clan. Era un ambiente chiuso con delle fessure al posto delle finestre, per proteggersi dal freddo. Al centro era acceso un grande focolare dove si riscaldavano e cucinavano. Nelle stofe più grandi veniva costruito un soppalco, destinato a donne e figli, ed erano spesso dotate di sauna.
Adiacente alle mura si ergeva una fitta rete di travi, che consentivano di entrare in due spazi paralleli muniti di cassapanche, che servivano di giorno per sedersi e la notte per dormire. All’interno delle panche venivano conservati panni e tessuti in lana di pecora per coprirsi durante la notte. Il ondvegi, un sedile sopraelevato, distanziava ogni fila di panche e poteva essere occupato da un capofamiglia o da ospiti di riguardo. La pavimentazione era in terra battuta, spesso coperta da un rivestimento, il golf, e una serie di lampade a olio poste su pali piantati in terra illuminava l’abitazione. Il resto dello spazio abitativo era vuoto e gli unici arredi erano rappresentati da pelli di vario genere e arazzi che le donne tessevano a telaio.
Questi appena descritti erano gli unici abitati. Non si costituirono mai villaggi o città.
Di cosa vivevano i Vichinghi?
I Vichinghi vivevano prevalentemente di agricoltura e coltivavano cereali: orzo, usato in prevalenza per preparare birra e pane, l’avena, la segale,e fieno come foraggio. Poi ancora ortaggi e legumi come fagioli, cavoli, piselli e cipolle. Raccoglievano bacche ed erbe selvatiche, nocciole. E siccome bevevano idromele è presumibile che fossero apicoltori. Inoltre piantavano alberi di pesche e prugne. Il frumento era coltivato solo in Danimarca dove il clima era più mite. Allevavano bovini e cavalli di cui mangiavano la carne, pecore dalle quali ricavavano latte, carne e lana, oltre a pollame, maiali e capre.
La pesca era un altro elemento fondamentale della dieta dei Vichinghi, perché la maggior parte di essi viveva sulle vicinanze del mare, di laghi e fiumi, e infine la caccia forniva loro renne e alci. Quelli che abitavano all’estremo nord, cacciavano uccelli acquatici, foche e trichechi, raccoglievano crostacei e uova di uccelli. Tutti i cibi erano accompagnati da birra.
Abbigliamento
I vichinghi tenevano molto all’abbigliamento. I vestiti venivano realizzati con lana di pecora dapprima cardata e poi tessuta con l’uso di un telaio verticale. Le donne usavano una sottoveste con sopra un grembiule lungo fissato alle spalle da due fermagli. Gli uomini portavano calzoni lunghi o alla zuava e sopra una casacca coperta da un mantello. Per ripararsi all’esterno tutti portavano mantelli pesanti.
Le calzature venivano realizzate con un unico pezzo di pelle allacciate alla caviglia. Gli uomini portavano anche stivali. Il tutto era abbellito da gioielli – collane, bracciali, spille – che, a seconda del rango, erano realizzati con vetro, bronzo e oro. La quantità di pettini rinvenuti suggerisce che donne e uomini portavano capelli lunghi ben curati.
L’educazione dei figli
La famiglia era poteva essere composta da genitori, nonni, figli, parenti di vari gradi e schiavi. Tra i bambini vi era un alto tasso di mortalità. Talvolta i genitori lasciavano morire al freddo un figlio indesiderato e i più poveri li vendevano come schiavi, altre volte venivano mandati a vivere in famiglie di parenti, specie i maschi. Non essendoci scuole, i bambini apprendevano dai genitori come coltivare i campi e accudire il bestiame, costruire case e manovrare imbarcazioni, cacciare, pescare, combattere. Le femmine imparavano ad accudire la casa, tessere e badare alla fattoria.
I vichinghi sopperivano alla mancanza di libri raccontando storie ai figli. La narrazione era affidata ad un narratore professionista, che trasferiva con i suoi racconti la conoscenza delle tradizioni. Quanto ai giochi i bimbi usavano modellini in legno di barche, animali, utensili e spade. Sono stati rinvenuti altresì giochi da tavolo e dadi. Praticavano molto sport, come il nuoto e giochi a palla. I ragazzi dovevano crescere in fretta e le ragazze si sposavano all’età di 15 anni.
Attività
Da abilissimi navigatori, I Vichinghi costruivano ottime navi realizzate in legno di quercia o di abete. La qual cosa li rendeva anche ottimi artigiani. Le navi più famose erano le galere, imbarcazioni lunghe da guerra con pescaggio poco profondo, in modo da poter navigare anche in acque basse, che potevano raggiungere i 10 nodi. Avevano un’unica vela rettangolare che permetteva all’equipaggio di guidare la nave vicino alle coste o lungo i fiumi. Terminava a punta da entrambe le estremità, mentre l’alta prora veniva decorata con motivi a testa, specialmente di drago, per intimorire l’avversario.
Costruivano inoltre navi merci, mentre quelle destinate al trasporto delle persone erano più larghe e profonde. Avevano infine traghetti e barche a remi di piccolo cabotaggio. Le navi vichinghe erano molto resistenti e ciò era dovuto alla chiglia flessibile.

L’orientamento nella navigazione era eseguito seguendo il Sole e le stelle, ma usavano quasi certamente anche una specie di sestante, che misurando l’altezza del sole rispetto all’orizzonte permetteva di calcolare la latitudine. A terra invece si spostavano su carri, slitte, a cavallo o a piedi. Camminavano lungo sentieri e, nelle zone paludose, stendevano ramaglie mentre in quelli più trafficati costruivano carreggiate di legno per consentire il passaggio dei carri. Per camminare sulla neve usavano sci di legno o pattini di osso.
Si divertivano praticando sport, caccia, pesca, lotta, corse con i cavalli, tiro con l’arco e giochi con palla e giochi da tavolo, come gli scacchi. I Vichinghi amavano molto la musica che suonavano con l’uso di tamburi, corni, flauti di legno, arpe e lire, armoniche a bocca. Tutto veniva tramandato oralmente – considerato che pochi sapevano leggere e non esistevano libri nel senso proprio del termine. E tuttavia essi praticavano una forma di scrittura mediante le lettere runiche, di cui abbiamo scritto nella parte II dell’articolo.
Commercio
Come abbiamo detto, nella Scandinavia dell’ottavo secolo esistevano solo piccoli insediamenti agricoli, ma già a quell’epoca gli abitanti commerciavano con le popolazioni confinanti dell’Europa nordoccidentale, arrivando fino alla Groenlandia. Un luogo importante nello Yutland divenne subito un nodo commerciale; all’inizio si trattava solo di un mercato, ma presto vi sorsero botteghe e servizi, che lo trasformarono presto in una vera e propria città chiamata Hedeby.
I mercati sorgevano vicino al mare o ai fiumi, per facilitare il trasportare delle merci. Quando si tenevano mercati nel periodo invernale, i trasporti avvenivano via terra tramite carri e slitte. I Vichinghi vendevano per lo più pelli di animali e pellicce, ambra, ma anche schiavi in cambio di argento e beni di lusso come i vetri della Germania, i monili o il vino dal meridione d’Europa. Per lo scambio, non avendo moneta usavano dei pesi. Particolarmente proficuo era il commercio con l’Oriente. Esportavano pellicce, pelli, grasso di foca, zanne di tricheco, ambra, in cambio di argento, sete, monili,spezie, statuette di Buddha.
Molti guerrieri Vichinghi detti variaghi, furono impiegati come guardie del corpo dell’imperatore Bizantino. Arrivarono a Costantinopoli passando per la Rus, stato embrione di quella che divenne la Russia, e insieme agli Slavi fondarono città come Kiev e Novgorod.
Religione
I Vichinghi erano politeisti. Ogni divinità presiedeva un’attività umana: Odino era il dio della guerr della poesia e della saggezza. Thor, suo figlio era una divinità guerriera, ma più vicino alla gente comune. Adoravano altri esseri soprannaturali oltre alle divinità. Le Norne, dee del fato, le Valchirie, vergini guerriere che accompagnavano i guerrieri morti in battaglia nel Walhalla – il palazzo dove abitava Odino nell’Asgad, l’Olimpo scandinavo), Loki e suo figlio, cattivi e astuti, il serpente Lörmungard, il lupo Fenir, oltre a tutta una serie di giganti, spiriti, mostri, elfi e gnomi.

Riguardo alla morte i Vichinghi credevano che dopo la sepoltura iniziasse un lungo viaggio verso l’aldilà. Pertanto il morto veniva sepolto con tutti gli oggetti necessari alla sopravvivenza, a volte assieme a un cavallo e una serva. I nobili venivano deposti in una nave tumulata che veniva poi incendiata o spinta in mare. La più ricca nave mortuaria rinvenuta è quella di Osegerg, contenente due resti umani (donne, forse regina e serva) e moltissimi oggetti di valore.
Dopo l’anno 1000 cominciò la conversione al Cristianesimo. Una volta saccheggiato e distrutto abbazie e monasteri e dopo aver ucciso tanti monaci e sacerdoti i Vichinghi col tempo capirono che era conveniente per i loro scambi commerciali convertirsi alla nuova religione.
Il monarca Olaf Tryggvessön obbligò i suoi sudditi alla conversione, ma dopo la sua morte questi tornarono alla religione tradizionale. Fu durante il regno di Aroldo Olafsson tra il 1015 e il 1030, che il Cristianesimo si affermò definitivamente, dopo un’iniziale convivenza tra riti pagani e cristiani. Le prime conversioni avvennero in Danimarca e successivamente seguirono la Scandinavia e la Norvegia. Furono costruite molte chiese, generalmente in legno e a base quadrata.
Espansione dei Vichinghi
Alla fine del VIII secolo i Vichinghi cominciarono ad assaltare le coste europee. Iniziarono con la scorreria contro il monastero di Lindisfarne, in un isolotto dell’Inghilterra settentrionale. Si muovevano da principio in bande disorganizzate depredando soprattutto oro e argento. Verso il IX secolo si organizzarono in veri e propri eserciti e attaccavano centri mercantili e grandi città.
Tra i guerrieri vanno ricordati i guerrieri-orso “ beserker” spinti da una furia indomabile e distruttrice. Erano seguaci di Odino. Gli altri guerrieri facevano poco affidamento su di loro perché erano ingovernabili.
Con il crollo dell’impero di Carlo Magno diviso in tre parti fra i figli del re, molti feudatari e sovrani europei riuscirono a patteggiare con gli invasori concedendo loro terre e in cambio i Vichinghi presero a difendere i francesi da altri invasori. Ma i Nordici non si fermarono alla Francia, si spinsero fino alla Groenlandia dove stanziarono per circa 400 anni coltivando terre e allevando animali. E ancora in Islanda, sulle coste, e in America settentrionale, dove la colonizzazione durò pochi anni perché furono respinti dagli abitanti del luogo.
I vari feudatari vincolati dalla dipendenza/obbedienza all’imperatore iniziarono a seguire i propri interessi personali e ciò permise ai Vichinghi di assalire e depredare città. Risalendo il corso della Loira e della Senna arrivarono a Parigi e nel 911 il re francese offrì ai Vichinghi guidati da Rollone un territorio vicino alla Senna. I loro discendenti furono chiamati Normanni. Diversi sovrani cercarono di venire a patti con gli invasori, ma erano tregue temporanee perché i Vichinghi ritornavano e depredavano.

