Elena Ferrante identità

L’identità di Elena Ferrante svelata dalla stilometria

Che Domenico Starnone c’entri con la scrittura di Elena Ferrante è ormai fuori di dubbio. – Michele Cortellazzo (linguista)

A Domenico Starnone saranno certamente fischiate le orecchie per l’intero pomeriggio di oggi. Il suo nome è riecheggiato in tutte le relazioni presentate al Workshop “Drawing Elena Ferrante’s profile”, che si è tenuto nell’ambito della scuola estiva dell’Università di Padova “Quantitative Analysis of Textual Data”.

posizione reciproca dei romanzi del corpus in termini di similarità: Fonte: Ian Rybicki, Uniwersytet Jagielloński w Krakowie, con software R-package, Stylo e Gephi
Posizione reciproca dei romanzi del corpus in termini di similarità:
Fonte: Ian Rybicki, Uniwersytet Jagielloński w Krakowie, con software R-package, Stylo e Gephi. Clic per ingrandire.

Vi hanno partecipato i maggiori esperti internazionali di stilometria (il matematico americano Patrick Joula, il classicista polacco Maciej Eder con il suo collega traduttologo Jan Rybicki, l’informatico svizzero Jacques Savoy, il pedagogista e sviluppatore di software francese Pierre Ratinaud, il linguista greco George K. Mikros).

La stilometria è il “calcolo” dello stile attraverso una procedura che compara, identifica e misura i tratti caratteristici dello stile di un autore. Gli esperti internazionali hanno applicato i loro metodi, tra loro diversi, a un corpus di 150 romanzi di 40 autori italiani contemporanei, raccolto dalla statistica Arjuna Tuzzi, promotrice dell’iniziativa, e dal linguista Michele Cortelazzo, entrambi dell’Università di Padova, che proprio in queste settimane stanno completando un libro con i risultati di una ricerca sulla collocazione di Elena Ferrante nel panorama della narrativa italiana contemporanea.

posizione dei romanzi di Domenico Starnone tra i romanzi di autori campani Fonte: Arjuna Tuzzi, Università di Padova
Posizione dei romanzi di Domenico Starnone tra i romanzi di autori campani
Fonte: Arjuna Tuzzi, Università di Padova
«Siamo soddisfatti del workshop – dice Arjuna Tuzzi – Abbiamo voluto mettere a disposizione dei maggiori esperti di attribuzione d’autore i materiali su cui abbiamo lavorato e dal confronto con questi esperti abbiamo visto confermati, rafforzati e ampliati i risultati a cui siamo giunti all’università di Padova. Da queste ricerche fatte di dati, e non da impressioni, si può partire per approfondire ulteriormente la posizione di Elena Ferrante nel panorama della letteratura italiana contemporanea».

I risultati non lasciano spazio a dubbi: la scrittura di Elena Ferrante, che risulta peculiare nel quadro della narrativa degli ultimi decenni, è più vicina a quella degli autori con i quali è stata comparata, che a quella delle autrici. Tra gli autori, ha analogie sorprendentemente forti con Domenico Starnone e solo con Domenico Starnone. Nessuno degli altri autori, neppure quelli campani, ampiamente rappresentati nel corpus (tra di essi Francesco Piccolo, Erri De Luca, Fabrizia Ramondino, Michele Prisco), mostra sensibili convergenze con Elena Ferrante.

tasso di lemmi di ogni autore in comune esclusivamente con Elena Ferrante Fonte: Arjuna Tuzzi, Università di Padova
Tasso di lemmi di ogni autore in comune esclusivamente con Elena Ferrante
Fonte: Arjuna Tuzzi, Università di Padova
«Che Domenico Starnone c’entri con la scrittura di Elena Ferrante è ormai fuori di dubbio, e l’autore napoletano non può più trincerarsi dietro la comune origine geografica – aggiunge Michele Cortelazzo – Da parte nostra, stiamo concludendo la ricerca, approfondendo la posizione di Anita Raja, grazie a un altro corpus che ci permette di confrontare il linguaggio di Elena Ferrante negli scritti non narrativi, come quelli raccolti nella “Frantumaglia”, con quello di Anita Raja saggista».

La forte similarità tra le opere di Starnone e quelle di Elena Ferrante è emersa univocamente nelle relazioni di tutti gli intervenuti, sia di quelli che hanno adottato la prospettiva della misurazione della similarità dei testi (Savoy, Ratinaud, Rybicki, Eder), sia di quelli che hanno utilizzato tecniche di profiling (Joula, Mikros), sia, infine, di quanti dai dati di tipo quantitativo hanno tratto spunto per osservazioni di tipo qualitativo (Tuzzi).

Interessante, anche sul piano cronologico, il rapporto tra il profilo lessicale di Starnone (che presenta un profondo cambiamento tra il 1991 e il 1993) e quello di Elena Ferrante (che inizia a pubblicare le sue opere nel 1992). La forte similarità lessicale tra i due autori si concretizza anche nel fatto che emerge un buon numero di parole o espressioni fortemente caratterizzanti che Ferrante e Starnone (e solo loro) hanno in comune. Fra queste, malodore, risatella ruscellare (come sostantivo), bambineggiare, bamboleggiare, calettatura, giravite, camera da pranzo, collo filettato, foglio di compensato, mattonelle sconnesse, sguardo valutativo, tottò sulle manine.

Il polacco Jan Rybicki ha inserito nel corpus anche le traduzioni di Anita Raja (che, come è noto, è stata individuata dal giornalista Claudio Gatti come probabile destinataria dei diritti d’autore di Elena Ferrante): sono emerse deboli tracce di somiglianza tra la misteriosa autrice dell’Amica geniale e la traduttrice. Non è un risultato da sottovalutare, se si pensa che proprio la scuola polacca di stilometria ha mostrato che le caratteristiche individuali dei traduttori sono quasi sempre sovrastate dalle caratteristiche dell’autore tradotto e fanno fatica ad emergere.