John Berger, il magnifico Esopo

Sono un narratore, uno storyteller nel senso tradizionale.
Colui che se ne va in giro per il mondo e la sera offre una storia in cambio di un letto e di un piatto di zuppa.
Sono come Esopo, un traghettatore di storie.»
John Berger

Con rara intelligenza critica Vincenzo Trione, professore allo IULM, dice di questo importante autore britannico: «Inquieto flâneur, Berger ha una rara maestria nel trascrivere sulla pagina quello che ha colto. (…) Non è facile parlare di John Berger. Descriverne le tante identità è quasi impossibile». Ma qual è la sua importanza? Forse bisogna partire proprio dalla sua capacità di raccontare storie e a questa sua peculiarità è dedicato il convegno nella città dell’ateneo patavino.

Ricordato, tra le altre innumerevoli attività culturali, per il libro Ways of seeing del 1972 (trad. italiana Questione di sguardi, ed. Il Saggiatore), da cui prende vita il progetto della rete BBC che ha trasformato il testo in una serie televisiva, che si sviluppa su un concetto semplice quanto rivoluzionario: la relazione tra ciò che si vede e ciò che si sa non è mai risolta. L’autore lo esplicitò così: «Ogni sera vediamo il tramonto. Sappiamo che la terra si sta allontanando da esso. Eppure la conoscenza, la spiegazione, non si adatta mai alla vista. Il modo in cui vediamo le cose è influenzato da ciò che sappiamo e da ciò in cui crediamo». E poi c’è Berger scrittore, sceneggiatore, critico d’arte e pittore con infinite pieghe di pensiero e suggestioni intellettuali. È vero, non è facile parlare di questo scrittore e critico d’arte britannico che in quello stesso 1972 vinse il premio Booker Prize con il romanzo G., edito in Italia per i tipi della Neri Pozza.

A John Berger sono dedicati i tre giorni del Convegno “John Berger. Looking at Cinema”, organizzato scientificamente da Denis Brotto, Fiona Dalziel e Maria Nadotti, che si terrà in Aula Cal1 di Palazzo Maldura (in Piazzetta Gianfranco Folena) 1 a Padova previsto dalle ore 9.30 di venerdì 18 maggio e preceduto da due giornate di proiezioni di film il 16 e 17 di maggio nella stessa sede. Le giornate di proiezione prevedono “La salamandra” (1972) e “Jonas che avrà 20 anni nel 2000” (1975), scritti da Berger e diretti da Alain Tanner, ma anche il film per la BBC “Ways of seeing” (1972), autentico caso per la televisione inglese, e “Play me something” (1989), entrambi con Berger come protagonista.

Un’occasione unica per vedere lavori raramente proiettati in Italia, o del tutto inediti come nel caso di “A telling eye”, documentario su Berger realizzato da Mike Dibb per la BBC nel 1994. «Ciò che ha reso imprescindibile l’opera di Berger è stato il suo continuo lavoro sullo sguardo e l’immaginazione, sviluppato attraverso le diverse forme artistiche, dal cinema alla pittura, dalla fotografia alla poesia, dal romanzo alla forma saggistica – dice Denis Brotto – Il suo interesse per l’arte si è costantemente intrecciato con l’impegno politico. Le sue riflessioni, i suoi scritti, le sue immagini hanno contribuito a ridefinire le regole del guardare e del raccontare».

Venerdì 18 maggio alle ore 9.30 in Aula Cal1 di Palazzo Maldura in Piazzetta Gianfranco Folena 1 a Padova dopo i saluti di Annalisa Oboe, Prorettrice alle Relazioni culturali, sociali e di genere dell’Ateneo, Anna Bettoni, Direttrice del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari, e l’introduzione di Denis Brotto, Fiona Dalziel e Maria Nadotti. Alle ore 11.30 interviene l’attore Giuseppe Cederna con “Abbi cara ogni cosa. Lo sguardo di John Berger”, a seguire Gareth Evans della Whitechapel Gallery of London. Dalle ore 15.00 sarà la volta di Stefano Colangelo, Università di Bologna, dei registi Mike Dibb e Tim Neat con l’attrice Maria Grazia Mandruzzato. Prima della tavola rotonda conclusiva è prevista la proiezione di EUROPA 2017: THE INKBLOT TEST (2018) di Tim Neat, opera cinematografica con disegni e riferimenti letterari di J. Berger (75’, versione in italiano).

Programma delle proiezioni

Mercoledì 16 maggio
Ore 14.30 JOHN BERGER OR THE ART OF LOOKING (2016) di Cordelia Dvorak, con J. Berger (56’, v.o. inglese) con un’introduzione di Maria Nadotti
Ore 16.00 SEASONS IN QUINCY (2016) di Colin MacCabe, Tilda Swinton et alia, con J. Berger (85’, v.o. inglese, sottotitoli in italiano) con introduzione di Denis Brotto
Ore 18.00 A TELLING EYE. THE WORK OF JOHN BERGER (1994) di Mike Dibb, con J. Berger, G. Dyer, M. Warner, A. Tanner, S. Sontag (58’, v.o. inglese) con introduzione di Mike Dibb

Giovedì 17 maggio
Ore 9.30 LA SALAMANDRE (1972) di A. Tanner, sceneggiatura di J. Berger (118’, v.o. francese, sottotitoli in italiano) con introduzione di Denis Brotto
Ore 11.30 JONAS QUI AURA 25 ANS EN L’AN 2000 (1975) di A. Tanner, sceneggiatura di J. Berger (110’, v.o. francese, sottotitoli in italiano) con introduzione di Gareth Evans
Ore 15.00 WAYS OF SEEING (1972) di Mike Dibb, con J. Berger (115’, v.o. inglese, sottotitoli in italiano) con introduzione di Mike Dibb
Ore 17.30 PLAY ME SOMETHING (1989) di John Berger e Tim Neat, con J. Berger (72’, v.o. inglese, sottotitoli in francese) con introduzione di Tim Neat e Fiona Dalziel
Ore 19.30 Tavola Rotonda alla Libreria IL MONDO CHE NON VEDO -via Beato Pellegrino 37- a partire dal libro “Confabulazioni” di John Berger, a cura di Maria Nadotti, moderata da Denis Brotto con interventi di Giuseppe Cederna, Mike Dibb, Gareth Evans, Maria Nadotti, Tim Neat, Maria Grazia Mandruzzato.
L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

In copertina Jonh Berger e Tilda Swinton, in Season in Quincy.