Jacquemus: la moda senza vestiti?

Jacquemus: la moda attraverso gli occhi di bambino

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Attraverso gli occhi di un bambino Jacquemus stravolge il modo di interpretare e comunicare lo stile.

Parlare di originalità nel mondo della moda risulta spesso un passo azzardato poiché non esiste un vero e proprio criterio per stabilire questo concetto ed è soprattutto difficile attribuirlo con sicurezza a un particolare capo, trend o stilista; in realtà essere definiti originali non è poi così importante, perché quando qualcosa è capace di attirare l’attenzione, di sicuro non passa inosservato.

L’ultima campagna pubblicitaria 2016 lanciata da Jacquemus ne è un perfetto esempio.

Jacquemus AW16 campaignCourtesy of Jacquemus
Jacquemus campagna AW16. Courtesy of Jacquemus
Jacquemus campagna AW16. Courtesy of Jacquemus
Jacquemus campagna AW16. Courtesy of Jacquemus

L’ideatore è proprio Simon Porte Jacquemus, 25 anni, designer autodidatta nonché proprietario dell’ omonimo marchio, che negli ultimi anni ha coniato uno stile unico e personale che lo ha portato anche a presentare le sue collezioni durante la Settimana della Moda di Parigi.

Per realizzare la sua ultima campagna, invece di ingaggiare delle modelle professioniste, lo stilista ha scelto un altro tipo di soggetto, ovvero dei bambini; e i giovani protagonisti degli scatti non sono altro che i componenti dello staff di Jacquemus, lui stesso compreso, quando ancora non avevano più di dieci anni.

Il designer ha espressamente voluto coinvolgere i suoi colleghi, nonché amici, come la DJ Clara 3000, che cura il background musicale delle sue sfilate, e Philippine Chaumont, modella, oltre che designer. Se questo può suonare insolito, risulterà assurdo scoprire che i capi della collezione non compaiono nemmeno negli scatti.

Jacquemus AW16 campaignCourtesy of Jacquemus
Jacquemus campagna AW16. Courtesy of Jacquemus

Nell’intervista rilasciata per Vogue a gennaio, Jacquemus ha giustificato la sua singolare scelta affermando:

Preferisco non comunicare la moda, ma usare piuttosto più filosofia. Qui a Jacquemus siamo dei bambini.

Ciò significa che la pubblicità rispecchia l’atteggiamento di Jacquemus rispetto al suo lavoro e in particolare alla realizzazione dei capi che, come dice lui stesso, “raccontano una storia”. Tanto è vero che anche l’immagine della donna, attraverso i vestiti di Jacquemus, assume una nuova interpretazione rispetto ai canoni o peggio stereotipi del mondo della moda, poiché viene valorizzata la sua natura spensierata, libera e giocosa, proprio come se vista attraverso gli occhi di un bambino, che meglio di tutti sa cogliere la bellezza più autentica e pura.

Questa stessa visione è presente anche negli occhi dello stilista:

Il modo in cui vedo la donna è attraverso i miei occhi di bambino, la considero quindi una donna infantile. La cosa più importante degli occhi di un bambino è che vedono il mondo con ingenuità, e trovano la bellezza ovunque.

Il mondo infantile è infatti parte integrante della visione creativa di Jacquemus, anche grazie all’educazione liberale ricevuta dalla sua famiglia, che gli ha sempre permesso di esprimere la sua creatività, senza alcuna restrizione. Questo aspetto ha influenzato il designer per l’intera durata del suo percorso formativo, e soprattutto gli ha fornito le basi per impostare la linea del suo brand sin dalla sua fondazione nel 2009, quando lo stilista aveva soltanto 19 anni.

Jacquemus ©2016
Jacquemus ©2016

Importante è stata anche l’influenza del brand giapponese Comme De Garçon, per il quale Jacquemus ha lavorato per due anni a Parigi prima di iniziare il suo percorso individuale, che lui stesso definisce una fonte di ispirazione:

Lavorare lì per due anni mi ha reso più forte, perchè mi ha aiutato a capire quello che volevo davvero. Esiste una certa radicalità in Rei Kawakubo – fondatrice del marchio- . Non si tratta di umorismo ma di leggerezza.

Tornando quindi a considerare la sua campagna da poco promossa è evidente che essa non è volta a valorizzare i capi della collezione, e quindi il prodotto in sé, bensì pone l’attenzione sul vero spirito del marchio, trasmettendo così al pubblico il concetto che ha animato la sensibilità artistica di Jacquemus e che di conseguenza ha dato vita all’intero progetto.

Originale o meno, di certo non esiste nulla di più autentico e creativo dell’ immortalare l’essenza del proprio stile. La campagna trasmette infatti un messaggio semplice, genuino, realistico, in grado di colpire e coinvolgere le persone, stanche dell’ideale di bellezza perfetta che accomuna la maggior parte delle pubblicità, ma si rivela solo una fredda e distante versione della vita reale.

Proprio come ha espresso Jacquemus in modo chiaro:

Questo è davvero importante, perchè è un messaggio nuovo. […] E’ istintivo, perché penso che la gente non voglia più vedere soltanto bellezza in un posto bellissimo. Non è in linea con ciò che viviamo oggi.

Il risultato è convincente, accattivante e dinamico, oltre che del tutto innovativo. Merito di un solo giovane uomo, che è stato capace di risaltare i valori della dedizione e del duro lavoro e che dimostra ancora una volta come l’esperienza non sia l’unica carta disponibile nel mondo della moda e del lavoro in generale.