Italia, Paese per Viaggiatori

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Il 2017 è l’anno dedicato ai borghi d’Italia. Un invito a tutti coloro che si sentono viaggiatori e vogliono esserlo dalle Alpi al Mediterraneo. A definirlo è il Piano Strategico per lo sviluppo del Turismo 2017-2022, esordendo con un piano d’intervento che rivolge l’attenzione, fin dal primo anno, a questi luoghi da conoscere, rispettare e valorizzare.

I borghi diventano il simbolo di un modo di viaggiare; ricordiamo le parole del poeta spagnolo Antonio Machado, che presenta il viaggiatore come colui che non ha un cammino, ma il suo cammino si fa nell’andare, e allora l’Italia ci appare come un Paese eccezionale per perdersi e zizzagare senza meta, in qualsiasi regione, ritrovandosi ad ammirare piccoli centri di grande bellezza: una miscela fatta di pietre, alberi, fiori, cibi, vini e persone. Sì, anche le persone: gli italiani sono famosi per un carattere e una ospitalità che mette in luce antiche origini, una mescolanza di popolazioni.

Una delle sostanziali differenze tra il viaggiatore e il turista è proprio l’attitudine del primo a soffermarsi nei luoghi, per visitare e per incontrare coloro che li abitano, per conoscerne le tradizioni e condividerle, anche solo per il tempo di un racconto o di una manifestazione. Il secondo preferisce visitare e osservare. Spesso è il luogo a determinare questa condizione: se nelle capitali d’arte è più facile essere turisti, i borghi invitano ad essere viaggiatori. Questo perché, oltre alla condizione spaziale, interviene quella temporale: le città chiedono ritmi veloci, i paesi chiedono un rallentamento, fanno muovere passi sui sanpietrini piuttosto che verso la metropolitana. Sono viaggi diversi.

Venzone (Udine), il Duomo e le mura trecentesche

Numerosi sono i borghi di cui si potrebbe parlare, ma il concorso organizzato dalla trasmissione televisiva Il Kilimangiaro offre l’occasione per farlo di uno in particolare: il “borgo dei borghi” dell’anno in corso; dopo avere presentato le venti località partecipanti, una per ogni regione, viene nominato il vincitore, grazie alla partecipazione dei telespettatori, che votano nel sito web, e di una giuria – in quest’ultima edizione la chef stellata Cristina Bowermann, lo storico dell’arte Philippe Daverio e il geologo Mario Tozzi. La puntata speciale per la finale della rassegna si è tenuta la domenica di Pasqua e ha acclamato Venzone, borgo in Friuli Venezia Giulia, quale primo fra tutti, mentre al secondo posto si è piazzato Arquà Petrarca, in Veneto, e al terzo Conca dei Marini, in Campania.

Arquà Petrarca (Padova)

Venzone, in provincia di Udine, vide le sue antiche origini lungo la riva del fiume Tagliamento già con insediamenti celtici, poi i Romani ne fecero una loro statio lungo il percorso della via Julia Augusta, che dal sito di Aquileia portava al Norico (l’attuale Austria centrale), nell’età medioevale fu invaso da numerosi popoli dell’Est, fino al successivo dominio della Serenissima e alla storia più recente. È nel XX secolo che due date segnano la biografia di questo borgo: nel 1965 Venzone viene dichiarato Monumento Nazionale, in quanto unico borgo fortificato trecentesco della Regione Friuli Venezia Giulia, mentre il sisma del 1976 lo danneggiò gravemente, come molti altri luoghi della regione.

Il premio che ora gli viene assegnato è dovuto proprio all’attenta ricostruzione di questo borgo che, come ricorda Alberto Ferlenga, rettore dell’Università di Architettura di Venezia, venne condotta seguendo il principio del “Dov’era, com’era”, e continua dicendo che «lo IUAV era già stato coinvolto nelle operazioni di ricostruzione del Vajont, che vide piani ed edifici di Longarone elaborati all’interno dell’università, e che proprio alla ricostruzione di Venzone, va riconosciuto l’apporto di docenti quali Francesco Doglioni e Romeo Ballardini, che diressero la ricostruzione del Duomo e del centro storico». Oggi Venzone è una cittadina ricostruita pietra su pietra ed esprime una qualità di vita ed estetica tali da vincere un premio così importante, tale anche per questo riconoscimento a livello nazionale da parte dagli stessi italiani.

Venzone, particolare prima e dopo la ricostruzione © Iuav

Continua il rettore «l’esperienza di Venzone è oggi di particolare importanza di fronte ai fatti che hanno colpito il Lazio, l’Umbria, le Marche. Conoscere la storia della sua ricostruzione, le tecniche usate, i progettisti e le istituzioni che furono coinvolte, permette di evitare errori e di utilizzare modelli virtuosi». Questo modo di vedere e di sentire ha portato alla nascita della nuova Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio, che sarà attivato nell’Ateneo veneziano a partire dal prossimo anno accademico; un progetto dalla connotazione fortemente internazionale che svilupperà tutte le tematiche inerenti il rapporto tra il vecchio e il nuovo: dall’ambito urbano e paesaggistico a quello del singolo edificio. L’attivazione di questo percorso didattico risponde quindi all’esigenza di formare una nuova cultura di valorizzazione e di interventi mirati al territorio.

Torniamo ora all’ampia visione del PST 2017-2022 riportando le prime righe della prefazione al testo, scritte del Ministro Dario Franceschini, che recitano:
Cultura e turismo sono elementi inscindibili per una lungimirante politica di sviluppo dell’Italia, che gode di uno straordinario patrimonio storico, artistico, archeologico e paesaggistico frutto delle numerose civiltà fiorite nei millenni sul nostro territorio e della lunga, perdurante interazione tra uomo e natura in tutte le nostre regioni.
Il testo continua sostenendo la necessità di ridisegnare la programmazione in materia di economia del turismo, al fine di collocarla al centro delle politiche nazionali perché «la capacità competitiva dell’Italia nel mercato internazionale del turismo è largamente al di sotto delle sue potenzialità», spiega la frase di apertura delle motivazioni che hanno dato origine al PST | Italia Paese per Viaggiatori.

Nulla di nuovo. Lecito è, quindi, chiedersi: riuscirà l’Italia a diventare “veramente” un Paese per Viaggiatori? Le proposte scritte sulla carta prenderanno forma concreta? Le parole del Ministro sottolineano come cultura e turismo siano una strategia vincente, da un punto di vista sia d’identità nazionale sia economico, perché «sono i luoghi in cui si conservano l’identità, i saperi e i mestieri, e conservano un patrimonio materiale e immateriale di tradizione e storia formidabile, unico al mondo. Valorizzare questo patrimonio vuol dire puntare a un turismo che non sia centrato soltanto sulle grandi capitali dell’arte, ma che sia costruito attorno alle migliaia di attrazioni culturali che abbiamo nel nostro Paese e che possono diventare anche un grande fattore di crescita». Ci auguriamo che il piano operativo rispecchi quello dichiarato.

Conca dei Marini (Salerno)

Venzone, Arquà Petrarca e Conca dei Marini sono solo alcuni esempi di luoghi caratteristici di questo Paese per Viaggiatori. Non si tratta di una sfida con le città d’arte, che già godono di fama internazionale, l’attenzione verso i borghi è una sorta di completamento e di rivalutazione di un paesaggio certamente sottovalutato nella seconda metà del secolo scorso. Insomma, è un invito per tutti a viaggiare.

Chiudiamo con i versi di Antonio Machado Extracto de Proverbios y cantares (XXIX), testo originale e traduzione, dove abbiamo reso “caminante” con “viaggiatore”.

Caminante, son tus huellas
el camino y nada más;
Caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
Al andar se hace el camino,
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante no hay camino
sino estelas en la mar.
Viaggiatore, sono le tue orme
il sentiero e nient’altro;
viaggiatore, non hai un sentiero
il sentiero si fa camminando.
Camminando si traccia il cammino
e volgendo lo sguardo alle spalle,
si vede il sentiero che mai
si deve tornare a calcare.
Viaggiatore non c’è un cammino
ma solo segni nel mare.