Il rischio dell’improvvisazione – le proposte di Unipd per l’International Jazz Day

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International Jazz Day è la giornata mondiale dedicata al Jazz, proclamata dall’UNESCO nel 2012 e condivisa in modi diversi in molti luoghi del mondo ogni 30 Aprile. Questa celebrazione trova sempre più partecipazione nelle città italiane e Padova, grazie all’interesse dell’Ateneo, aderisce all’invito con una proposta che si articola in due giornate, sabato 29 e domenica 30. L’evento padovano intende esplorare il valore del Jazz come metafora per un rinnovamento culturale e sociale, vuole far risuonare l’improvvisazione come sinonimo di creatività, inclusione, dialogo e rischio. Infatti sarà proprio il tema del rischio ad essere al centro delle attività, grazie a quelle implicazioni educative e sociali derivanti dal rischio di essere creativi, un atteggiamento positivo verso l’incertezza, volto alla ricerca e all’esplorazione. Una sorta di improvvisazione strutturata che dalla musica può essere trasferita in ogni autentico ascolto dell’altro e di qualsivoglia differenza culturale. Non possiamo che proporre, qui a seguito, le parole di Marco Tamburini, sull’improvvisazione e su ciò “devi essere per fare musica”.

Marco Tamburini Improvising @ International Jazz Day Padova 2015

Non si può parlare di Jazz Day senza parlare di Marco Tamburini, la cui prematura scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile. A lui sono dedicate l'edizione di quest'anno e quelle a venire. Gli amici del Jazz Day ricordano il grande musicista e grande uomo che ha donato la propria arte, le proprie idee e il proprio tempo per rendere possibile questa giornata. Stefano Onorati Quartet si esibirà in "Marco Tamburini Memory" alle ore 15.15 della giornata del 30 Aprile, nel frattempo condividiamo un momento musicale della scorsa edizione con Marco Tamburini & Friends, enjoy!

Posted by International Jazz Day Padova 2017 on Mittwoch, 27. April 2016

Per questa edizione del Jazz Day, Padova ha scelto l’aggettivo “diffuso” perché vuole coinvolgere studenti e ricercatori, musicisti e artisti, oltre che tutta la cittadinanza e i visitatori, primi fra tutti i bambini che con la loro spontaneità saranno i favoriti a “creare nel presente, vivendo appieno l’istante”; diffuso perché il tema del rischio si respira nell’evoluzione, nell’educazione, nell’inclusione, nell’intercultura, nell’economia, nella politica; diffuso perché le attività proposte saranno disseminate in città, in un arco temporale dove una nuova idea di didattica e di ricerca fanno da sfondo a un impegno di “terza missione” di un’università un po’ meno “accademica” e forse più “agorà” comune, come l’Ateneo stesso si è definito.

Marina Santi, curatrice della rassegna e docente dell’Università di Padova, immagina il Jazz come una sorta di onda benefica e generativa per il futuro, capace di risvegliare il senso di appartenenza a una sola umanità, ispirata e arricchita dalle sue diversità e dice che «dopo il sold-out al San Gaetano dello scorso anno, questa volta ci proponiamo di invadere il centro storico della città. Unendo concretamente e idealmente il Palazzo Bo, con Palazzo Moroni e Caffè Pedrocchi, luoghi emblematici e simbolici della comunità e della storia, per riversarci fino all’Orto Botanico e poi alla Loggia della Gran Guardia fino a Palazzo del Capitanio».

Il prossimo week-end sarà ricco di iniziative, l’organizzazione ha previsto differenti forme artistiche e comunicative che spaziano dalla lezione musicata, al workshop, all’esibizione artistica, alla sperimentazione sonora, ai video, fino alla jazz-table, per essere una dimostrazione effettiva del messaggio che il jazz veicola e per stimolare una riflessione critica sul significato di rischio, di inclusione e di cultura inclusiva. Waiting Jazz Day è il programma della prima giornata (sabato 29 aprile) e si apre a Palazzo Bo, fra incontri, concerti, workshop, proiezioni, spettacoli teatrali e passeggiate sonore, per concludersi con un concerto aperto del Jimmy Weinstein Quintet per la “Primavera Scientifica”, mentre domenica 30 aprile, proprio nell’annuale giorno internazionale dedicato al jazz, si apre con alcuni workshop, seguiti in mattinata da un concerto di Filippo Visentin, Irene Ermolli e Tommaso Ermolli all’esterno del Pedrocchi.

I concerti proseguono nel pomeriggio con le ensemble jazz del Conservatorio Pollini e di Ca’ Foscari, e con la Big Band Unipd, l’orchestra jazz dell’Università di Padova. Sono diversi i workshop e gli interventi in programma nel corso pomeriggio, che si concludono con uno spettacolo della Big Band Unipd e note finali in dialogo con Alessandro Bertinetto. In serata, dalle 21.30 alle 23.30 al Caffè Pedrocchi, è in programma un concerto di Stefano Onorati & Friends, Ricordando Marco Tamburini.

L’iniziativa si svolge sotto gli auspici della Commissione nazionale UNESCO, con il patrocinio dell’Università di Padova, del Centro di Ateneo per l’Inclusione, del Dipartimento FISPPA, in collaborazione con il Comune di Padova, i conservatori di Musica “C. Pollini” di Padova e “F. Venezze” di Rovigo, il Caffè Pedrocchi e il corso di dottorato in Scienze pedagogiche dell’educazione e della formazione SPEF.

Il Jazz Day viene celebrato in centinaia di nazioni diverse, da Vanuatu alla Mauritania, dall’Islanda al Peru, da Abu Dhabi al Sud Africa, portando così quel messaggio di pace che l’UNESCO affida alla musica affinché possa toccare milioni di persone sparse in tutti i continenti.