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Ermanno Fugagnoli musicista e autore: i nuovi Vocalizzi

Dalla prima intervista che ci hai rilasciato è passato quasi un anno. Quali novità ci sono?

Avevo accennato a diverse situazioni che nel frattempo hanno trovato sviluppo. Cominciamo dal mio romanzo Afa – Una fuga per voce sola. Il monologo teatrale che ne ho tratto ha suscitato l’interesse dell’attore Samuele Busolin e del Regista Massimo Pagan, ambedue veneziani, che ne stanno mettendo a punto la realizzazione teatrale con un impegno e una passione che mi lusingano molto. Abbiamo già due date di rappresentazione fissate tra settembre e ottobre a Venezia e a Mirano. Sono sicuro che ci saranno molte altre occasioni di incontrare il pubblico e che il lavoro di squadra che stiamo facendo sul mio testo darà risultati interessanti. Anche se il libro l’ho scritto parecchi anni fa, i temi dalla venezianità, dell’invasione turistica che ormai sfiora i trenta milioni di presenze l’anno e del conseguente snaturamento della città, sono sempre più attuali e fonte di accesi dibattiti.

E oltre al teatro, sul versante della scrittura?

Anche lì ci sono delle novità. Il mio Vacanze romane, vincitore del terzo premio al concorso letterario del Casinò di Sanremo, l’ho pubblicato su Yeerida, un portale di recente realizzazione sul quale si possono leggere gratuitamente in streaming già moltissimi titoli. Yeerida mette a disposizione la lettura gratuita, ma gli autori vengono pagati dai proventi degli inserzionisti pubblicitari in proporzione alle visualizzazioni che ottengono. Credo sia la prima realizzazione in Italia di un’idea che io stesso avevo lanciato in una lettera a La Repubblica nell’aprile 2013. Io parlavo di ebook gratuiti finanziati dalla pubblicità, ma l’idea dello streaming che hanno avuto i fondatori di Yeerida è più funzionale. Mi fa piacere che quello che avevo teorizzato come un possibile sviluppo, si sia concretizzato a breve in una realtà che sta rapidamente prendendo piede.

Un’altra previsione del genere ce l’avresti?

Visto che mi tentate, sì. Il sempre maggior sviluppo dei social, mi fa pensare che per i libri presto si possa formare un grande salotto letterario virtuale. Uno spazio molto frequentato dove il principio del passaparola, che da sempre è all’origine di molti grandi successi, si sposti in rete sfruttandone le potenzialità di velocità e capillarità di comunicazione. Una specie di fb dei libri, per intenderci, dove non saranno gli addetti ai lavori ma la massa dei lettori a segnalare cosa vale la pena leggere. Ci sono già molti siti del genere, ma sono piccole realtà frammentate. Per funzionare dovrebbe essere un unico punto di riferimento per tutti gli appassionati di libri, con dei sistemi sofisticati capaci di determinare l’evidenziazione dei titoli in funzione non solo della quantità, ma anche della qualità e dell’attinenza delle segnalazioni degli utenti. Ci sono ovviamente i pro e i contro, ma mi sembra una tendenza innegabile e già consolidata in molti ambiti, non ultimo quello della politica.

Nuovi lavori?

Ho appena terminato una prima raccolta di cinquanta brevi brani che intitolerò Vocalizzi. Non sono aforismi, né massime. Sono brevi spunti narrativi, spesso riflessioni di principio che si mantengono nella misura di circa dieci righe. Influenzato da certe osservazioni di Raymond Carver, mi sono voluto sperimentare nella forma brevissima. Mi è stato straordinariamente utile, perché dovendo condensare in poche righe una narrazione compiuta si è costretti ad una sintesi e ad una pulizia estreme. Ci sono stilemi che piacciono molto a chi scrive ma che possono infastidire chi legge. Con questi brevi brani mi sto liberando da certi atteggiamenti letterari che da tempo sentivo come un sovraccarico. Li ho pubblicati man mano che li scrivevo sulla mia pagina fb, anche per sondare le reazioni dei lettori e trarne le conseguenze. Ho constatato con piacere che dai pochi sparuti commenti dei primi post, si è passati ad una crescente cerchia che segue costantemente quello che scrivo con molti apprezzamenti e condivisioni dei miei Vocalizzi sulle loro pagine. Probabilmente pubblicherò online la raccolta di questi primi cinquanta. Ne voglio scrivere altri cinquanta, sia per il bisogno che sento di continuare ad imparare dalla forma brevissima, sia per arrivare ad avere abbastanza materiale da poterne fare un volumetto cartaceo.

In conclusione?

Continuo ad augurarmi di trovare un editore di livello in grado di far trovare ai miei lavori il loro pubblico, ma nel frattempo scrivo con rinnovato interesse. Trovo nella possibilità di pubblicare online e soprattutto nella condivisione attraverso i social uno stimolo molto vivace. Sono entrato in contatto con nuovi amici che, esprimendomi le loro considerazioni e il loro apprezzamento, mi incoraggiano e mi portano nuove idee. Non è affatto poco. Il lavoro dello scrittore è solitario, ma avere il feedback del pubblico a lavoro compiuto è indispensabile. Confrontarmi apertamente con chi mi legge, mi è di grande aiuto per comprendere meglio ciò che scrivo e per cercare di scrivere sempre meglio.