Mazzucco Gioielli: l’influenza del design nella gioielleria

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Mazzucco Gioielli e l’influenza del design nella gioielleria che propone nelle sue realizzazioni

La trasformazione del gioiello da opera artigiana a opera d’arte è un processo lento che ha avuto origine alla fine dell’Ottocento e si è sviluppato nella prima metà del secolo successivo.

L’evoluzione del design nella gioielleria inizia con le prime influenze artistiche degli anni ‘20 e ’50 che permisero, negli anni a seguire di sdoganare la dibattuta questione: ogni gioiello è una vera e propria espressione artistica che conia l’unione di una tradizione classica con l’estro artistico dell’uomo moderno.

Dagli anni Sessanta è radicale il cambiamento del ruolo e del significato di ornamento all’interno della società – ornamento inteso come oggetto da indossare, che sia un abito, un paio di scarpe o una collana – e tale rinnovamento nel mondo occidentale, compreso quello d’oltreoceano, stimolò la sperimentazione di molti designer, artisti visivi e artisti orafi che si spinsero, come Ulisse, oltre i confini di quel linguaggio classico a cui la gioielleria era abituata.

Gli anni ‘20

Negli anni Venti le creazioni orafe sono influenzate da ispirazioni sbocciate nel decennio precedente, nutrito dal progresso industriale e dal desiderio di ribellione artistica. Icona magnifica dell’epoca è la lunga collana di perle indossata dalle flapper del mondo anglosassone, unico ornamento a sancire un look ben definito: capelli corti, vestito nero cilindrico, con il ventaglio in una mano e la sigaretta nell’altra, e uno sfondo sonoro colorato di note jazz.

È questo il momento in cui il gusto del design fa il suo ingresso in società e le linee sinuose e organiche dell’Art Nouveau cedono il passo alle forme audaci e geometriche dell’Art Déco, uno stile ricercato e ricco, caratterizzato da forme classiche e simmetriche, con geometrie nette, quasi a marcare una linea di confine con il passato.

Nel 1922 Howard Carter, archeologo ed egittologo britannico, è l’artefice di quella che è considerata la più grande scoperta del XX secolo: la tomba di Tutankhamon; questo fatto, di enorme valenza storica, segnò anche il mondo dell’arte e lasciò un segno indelebile sulle collezioni delle principali case di gioielleria dell’epoca, da Cartier a Van Cleef & Arpels fino a Boucheron.

I gioielli Art Déco sono noti per le linee pulite e le forme semplici giustapposte, per creare impressionanti composizioni. Proprio in questo periodo storico nasce l’impostazione del Pavé: l’unione dei diamanti a formare una superficie “pavimentata” e scintillante.

Oltre al classico abbinamento bianco e nero, ottenuto con l’onice e il cristallo di rocca o i diamanti, nell’Art Déco assistiamo all’esplosione dei colori: zaffiri, smeraldi e rubini, corallo, giada e lapislazzuli vengono usati in combinazione tra loro e accostati ai diamanti e al platino.

Non si può non menzionare la storica Maison di Peter Carl Fabergé, il quale iniziò la sua attività a Pietroburgo nel 1870 e la cui eclettica produzione, influenzata dalle più interessanti forme d’arte europee e orientali, interpreta il rinnovamento culturale e continuerà negli anni a suggestionare i maestri orafi di tutto il mondo.

Nel mondo della moda la protagonista indiscussa è la stilista Coco Chanel e a lei dobbiamo la popolarità degli orecchini lunghi, che faceva indossare alle sue modelle.

Gli orecchini con diamanti erano riservati alle serate speciali, mentre le gemme usate per gli orecchini da giorno erano pietre come la giada, il corallo, l’onice, l’agata e la corniola.

L’argento sterling e il platino venivano usati per valorizzare i gioielli in metallo bianco e sostituire l’oro giallo che, fatta eccezione per i gioielli in stile egiziano, era ritenuto fuori moda. Sempre in quel periodo di massima creatività e innovazione, nasce l’anello cocktail, un gioiello extra-large, vistoso e sfavillante o di grande stile ed eleganza, che avrà il suo apice di successo negli anni ’50 perché particolarmente amato dalle dive del cinema, ma ancora in voga e molto amato dalla moda dei nostri giorni.

Gli anni ‘50

Il design del gioiello si divise in due direzioni: le grandi case di gioielleria che realizzavano pezzi in stile tradizionale e classico e una crescente comunità di studi d’avanguardia di artisti che realizzava nuovi disegni in stile modernista, che scelse creatività e individualità come le parole d’ordine del periodo.

De Beers, per esempio, iniziò a promuovere i diamanti a ogni livello di reddito, il suo slogan “I diamanti sono per sempre” fu coniato nel 1948; nel 1954 egli introdusse l’annuale Diamonds International Awards, incoraggiando l’uso di diamanti in gioielleria sia casual e formale, e fu proprio quel Premio Internazionale a promuovere e dare rilevanza ai singoli progettisti indipendenti di tutto il mondo.

In quegli anni, Cartier, Van Cleef & Arpels, Jean Schlumberger per Tiffany e Sterlè produssero disegni di grande opulenza che trovarono un vasto pubblico nella nuova classe emergente; nasce il concept di accessori coordinati, che ha alimentato la popolarità dei set completi o delle parure di gioielli, suite che comprendevano braccialetti, orecchini, anelli e spille erano in voga.

Motivi molto popolari erano gli animali, i fiocchi di neve, le stelle, i calabroni, le farfalle, le foglie e i fiori con un’enfasi crescente sulle gemme e la struttura come punti focali.

L’Europa del Novecento è stata la culla di movimenti filosofici e artistici che influenzarono inevitabilmente anche l’arte orafa: Bauhaus e Dadaismo, Surrealismo e Cubismo posero le basi per l’ispirazione di generazioni future e il design dei gioielli non poté sottrarsi a questa tendenza verso sperimentazioni di gusto e di nuove tecniche.

Pietre preziose montate con graffe l’una vicino all’altra furono spesso preferite alle grandi superfici geometriche decorate con pavé di gemme diffuse nel decennio precedente. In combinazione con diamanti, le perle erano spesso scelte per decorare collane, orecchini e anelli.

Tra i motivi decorativi preferiti negli anni Cinquanta, foglie e fiori venivano riprodotti naturalisticamente o schematicamente schizzati nelle loro linee essenziali. Fiori, bouquet, tralci fioriti e ogni sorta di foglia e felce caratterizzarono molte spille, fermezze e orecchini.

L’esotismo della flora tropicale affascinò i disegnatori di gioielli in modo particolare.

Il regno animale, sia domestico che selvaggio, offrì un’altra vasta gamma di soggetti specialmente per spille: cani, gatti, cavalli e serpenti apparvero nel disegno di molti gioielli del tempo.

Anche pantere, tigri e leoni offrirono le loro forme sinuose a clips, spille e bracciali; persino gli abitanti del mondo sottomarino – pesci, stelle marine, ippocampi e conchiglie – godettero in questo periodo di particolare favore.

Il design orafo oggi

Oggi possiamo parlare di osmosi artistica: le contaminazioni sono talmente radicate nella nostra cultura che non si può parlare di una reale tendenza ma di una illimitata possibilità di scelta.

Il design contemporaneo vive dei risultati delle ricerche e delle sperimentazioni del XX secolo e il gioiello cosiddetto d’artista allarga i propri confini semantici per esplorare nuove possibilità di comunicazione, forte di una consapevolezza estetica al servizio di una scuola di tecnica e di concettualità oramai secolare.

I nostri orafi sono in grado di soddisfare le richieste dei clienti, mescolando gli stili e scegliendo le pietre che meglio si adattano all’unicità del gioiello da creare.

mazzuccogioielli.it

Paolo Francescon Fotografo
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