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Contestazioni grafiche nel packaging

Studiare la modalità di confezione e di presentazione di un prodotto, in funzione della vendita, è senza dubbio una tecnica nel vasto mondo della comunicazione; ecco perché il packaging si sta sviluppando in una continua ricerca di nuovi materiali e soluzioni creative.

Se iniziamo ad analizzare alcuni numeri in una panoramica internazionale, l’Italia ha una buona situazione in questo settore. Il nostro Paese rappresenta circa il 6% della produzione mondiale del packaging con circa 28 miliardi di euro, rientrando a pieno titolo tra i primi 10 produttori principali nel settore.

Spesso, per realizzare un buon prodotto, bisogna superare alcuni ostacoli: costi finali, scelta del materiale, realizzazione delle fustelle, fedeltà cromatica, verniciature, asciugatura del prodotto, tempistiche e altri minuziosi dettagli. Solo con una buona progettazione ed esperienza, unita al confronto con l’azienda di stampa finale, si riescono a superare brillantemente le varie problematiche che si possono presentare.

Il packaging è anche un importante strumento di marketing sia per rilanciare prodotti maturi sia per promuoverne di nuovi. Infatti, il lancio di un nuovo prodotto, dal succo di frutta al vino o al formaggio, dalle calzature a un articolo di abbigliamento, deve fare necessariamente i conti con la progettazione di un nuovo packaging conforme a numerose e precise specifiche. Esso, infatti, dovrà distinguersi per l’adeguatezza alla merce, la cura e facilità dell’imballaggio, l’accattivante e spesso innovativo formato, per il colore: tutto con l’evidente scopo di catturare le attenzioni del consumatore.

Vedi ad esempio creativeguerrillamarketing.com

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Nonostante ogni azienda tenda a lavorare al meglio delle proprie competenze, può succedere che qualcosa non funzioni ed è per questo che dobbiamo considerare anche la parte problematica di questo processo di confezionamento: la contestazione del packaging.

Le contestazioni avvengono spesso in una fase lavorativa molto specifica: a lavorazione finita. Cosa intendiamo dire? Purtroppo sovente ci si accorge di un errore e lo si contesta quando questo è già stato applicato al prodotto finale.

Facciamo alcuni esempi: l’etichetta di vino è stata incollata nella bottiglia, la scatola di pasta è già stata riempita, i succhi di frutta sono già in lavorazione; in altre parole, la problematica emerge quando gli articoli sono in fase avanzata di spedizione o, addirittura, sono già stati spediti.

Ecco quindi che la contestazione, in termini economici, assume importi rilevanti perché il prodotto è già confezionato e pronto per la spedizione: a quel punto non può essere venduto o commercializzato e la catena produttiva si interrompe.

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Vediamo le più frequenti contestazioni che, nella nostra esperienza, vengono sollevate in materia di grafica del packaging:

  • illeggibilità del testo o mancanza di elementi grafici;
  • mancanza della coerenza colore tra la proposta grafica realizzata e la stampa;
  • cambiamento cromatico dopo la verniciatura o plastificazione;
  • problemi di asciugatura che determinano, nel confezionamento, il danno “dell’involucro”;
  • mancato rispetto dei tempi di consegna del packaging.

Nella mia esperienza di consulente, queste cause inducono il committente alla contestazione e al rifiuto del packaging realizzato, passando poi alla successiva fase di richiesta del rimborso economico. Tale richiesta, compensativa del danno, può anche comprendere il rifacimento della stampa del packaging, oltre a un rimborso economico legato sia alla mancata vendita del prodotto sia al danno di immagine che potrebbe esserne derivato (se il prodotto è già stato distribuito).

Infine, nel caso in cui non si trovasse un bonario accordo tra le parti e il giudice accogliesse la richiesta di risarcire le varie tipologie di danno, la cifra finale di rimborso della contestazione potrebbe superare facilmente le decine di migliaia di euro.

In conclusione, la creazione di un packaging efficace ed innovativo non è solo un esercizio di creatività. Piuttosto, il progetto deve essere sviluppato da un insieme di competenze che sappiano coniugare gli aspetti creativi e quelli tecnici, per evitare spiacevoli e costose sorprese finali.