Le nostre città più verdi e sane

Modul Print

Attualmente quasi più della metà della popolazione mondiale vive in città ed entro il 2050 si stima che questa cifra arriverà al 68%. L’alta concentrazione di persone in aree urbane non farà altro che aumentare i livelli di inquinamento e le emissioni di CO2 e altri gas serra.

Ma se da una parte questa è una notizia che dovrebbe spaventarci ed allarmarci, allo stesso tempo, è proprio grazie alla rapida urbanizzazione che sta minacciando la biodiversità che possiamo cogliere l’occasione giusta per ricercare nelle città stesse una riconnessione con la natura e l’opportunità di giungere a soluzioni definitive che svolgeranno un ruolo essenziale nel garantire a tutti un futuro più sostenibile e più resiliente.

Dobbiamo rendere le nostre città dei luoghi più ‘verdi’ e ‘sani’ proprio perché il modo preoccupante in cui esse stanno contribuendo al cambiamento climatico si ritorcerà su di loro in modo controproducente essendo le aree urbane stesse le zone che risentiranno di più degli effetti catastrofici di questo fenomeno.

Come si può agire

L’allarmante perdita della biodiversità, gli effetti del cambiamento climatico e, non ultima, la pandemia Covid 19 sono esempi concreti che ci fanno ricordare quanto le nostre vite sulla Terra siano fragili e preziose.

Ogni individuo è parte integrante della natura e tutte queste sfide quotidiane dovrebbero riguardare ognuno di noi. Se vogliamo che il nostro pianeta rimanga abitabile é necessario che, nell’imminente futuro, si rivaluti il rapporto tra natura ed esseri umani.

É una visione abbastanza comune pensare che le città siano completamente prive di biodiversità, ma non é questa la verità: studi recenti mostrano come le città del mondo, incluso i parcheggi, i giardini sul tetto, i parchi e le paludi artificiali, offrano un importante rifugio per piante e animali e persino per alcune specie a rischio di estinzione.

Ma non è solo la biodiversità ad avere un ruolo fondamentale nelle città ma, come precedentemente anticipato, anche il rapporto tra le persone e la natura. Più cerchiamo di creare una connessione tra le persone e la natura nelle città, più gli abitanti delle città stesse imparano ad apprezzare l’ambiente naturale e i suoi benefici: incoraggiando questo spirito di conservazione e tutela nelle città riusciremmo a trarne vantaggio e giovamento ovunque.

Un report del 2019 di ‘C40 Cities’, Arup e l’Università di Leeds ha dimostrato che il consumo urbano di solo 94 delle megalopoli di tutto il mondo contribuisce al 10% delle emissioni basate sul consumo globale.

Se ci adoperassimo, dunque, a collegare la natura nelle nostre città a delle problematiche più grandi legate all’utilizzo ed al consumo di risorse a livello globale, potremmo persino iniziare ad attuare un cambio nello stile di vita delle persone (la loro alimentazione, viaggi e svago).

Rafforzare questa connessione con la natura richiederà presa di coscienza, educazione, una politica migliore, finanziamento e, chiaramente, la partecipazione dei cittadini. Richiede che vasti movimenti di persone a tutti i livelli agiscano pro-attivamente dove possono, esercitando la loro influenza: potrebbe essere un professore in una ‘forest school’ o un legislatore politico nell’amministrazione di una città o, ancora, un artista di strada che si preoccupi di facilitare un progetto comunitario di rinverdimento urbano. É proprio connettendo queste persone che possiamo fare la differenza.

Inoltre, nelle città ci sono sempre occasioni per espandere gli spazi verdi, migliorarne la gestione e ottimizzare le aree verdi preesistenti . Ci sarà sempre un progetto comunitario in cerca di finanziamento e, viceversa, un finanziatore che starà cercando un buon progetto comunitario da sostenere e spesso sono sempre e solo le connessioni a mancare.

Le persone si identificano con la città in cui hanno scelto di vivere e molto spesso ne vanno fieri. Le città e i sindaci sono a loro volta globalmente connessi.

Dove si pensa che un’iniziativa possa portare benefici a una città, c’è una buona possibilità che verrà replicata e condivisa attraverso le numerose reti che già collegano gli abitanti delle città di tutto il mondo.

Riconoscendo questa opportunità, World Economic Forum stà collaborando con il Governo di Colombia su una nuova iniziativa globale per supportare i governi delle città, i negozi (le attività) e i cittadini del mondo per creare un modello di sviluppo urbano che sia in armonia con la natura: BiodiverCities by 2030 (una strategia sulla biodiversità per il 2030).

L’iniziativa ha riunito più di 30 esperti e professionisti globali e mira a combinare le ultime ricerche con soluzioni pratiche per sviluppare una struttura condivisa e far integrare le città con la natura.

Una città che indubbiamente sarà fonte di ispirazione per la commissione sarà Londra. Londra fu la prima città al mondo ad essere dichiarata città parco nazionale nel luglio del 2019 dopo sei anni di campagna guidata dai cittadini.

La città parco nazionale di Londra è descritta come un posto, un’idea, un’intera comunità che agisce insieme per migliorare le vite delle persone e sono proprio città come queste che stanno ispirando nuovi progetti di rinverdimento urbano, progetti di comunità, altri eventi e festival.

Gli STEP ESSENZIALI PER RENDERE LE NOSTRE CITTÀ MIGLIORI:

  • Scegliere energia pulita: sostituire l’energia rinnovabile (solare, eolica, elettrica) agli inquinanti ambientali non solo renderà le nostre città più green e sostenibile, ma anche più indipendente, arrecando così numerosi vantaggi;
  • Migliorare il trasporto di massa: Ridurre l’inquinamento dell’aria è un altro aspetto che non possiamo trascurare se il nostro intento è quello di creare una città più sana. Infatti, spesso per le strade vediamo un eccessivo numero di automobili circolare e quindi, potenziando il trasporto di massa e le infrastrutture, ci alleggeriremmo di un pò dal traffico e dall’inquinamento, decontaminando il nostro ambiente;
  • Aprire parchi pubblici: la presenza di aree verdi nelle zone urbane è imprescindibile per rendere le città più piacevoli, più pulite, ma soprattutto perchè senza spazi verdi nelle società, il mondo perde il proprio spirito vitale;
  • Incoraggiare l’uso delle biciclette tra i cittadini: con l’incremento continuo della popolazione, l’uso delle auto e il rilascio di gas dannosi nell’ambiente è destinato ad aumentare sempre di più e, per questo, la creazione di ulteriori piste ciclabili e il loro utilizzo da parte dei cittadini gioverebbe sia alla salute della popolazione stessa, sia alle città;
  • Ridurre, riutilizzare e riciclare: riciclare i prodotti di scarto e riutilizzarli contribuisce a mantenere la città pulita e l’ambiente ecologico. È interessante vedere come si possa donare in modo creativo nuova vita a vecchi prodotti;
  • Rinverdire i nostri edifici: gli edifici in cemento spesso hanno un aspetto poco piacevole esteticamente ed, inoltre, non fanno nulla per l’ambiente. Aggiungere un pò di verde attrarrà la fauna selvatica e sarà di aiuto al nostro pianeta, poiché si restituisce ossigeno all’aria.
  • Integrare un pò di vegetazione su tetti e balconi avrà non solo la funzione di ravvivare le nostre città, ma avrà anche benefici psicofisici sulle persone.

Infine, é importante ricordare che ognuno di noi può fare qualcosa, nel proprio piccolo, per rendere migliori le nostre città: non è importante essere perfetti, in quanto sarebbe impossibile, ma basterebbe anche solo essere più coscienti dei propri consumi e dell’impatto che le nostre azioni quotidiane hanno sull’ambiente.

Basterebbe porci alcune di queste semplici domande e riflettere: quanto sto inquinando, io, con le mie azioni? C’è qualcosa che potrei fare per ridurre il mio impatto? Quanto posso migliorare la mia città modificando e razionalizzando le mie abitudini conferendogli il giusto peso?

Paolo Francescon Fotografo
Informazioni su Denise Zerlotto 5 Articoli
Denise, 18 anni, studia lingue straniere (spagnolo, russo e inglese) presso il Liceo Linguistico A. Canova e si interessa di musica, arte e tematiche ambientali e una delle sue passioni più grandi è la scrittura. Ha scritto i suoi articoli durante un periodo di stage presso HDEMO editore.