Contraffazioni fotografiche

La contraffazione fotografica è in crescita

Occhi aperti contro le contraffazioni fotografiche ed i fotomontaggi

Molte volte mi è capitato di parlare di contestazioni nel settore grafico. La mia attività di perito nel settore grafico mi ha permesso di conoscere numerose aziende colpite dalle più diverse problematiche. Ne ho parlato in un articolo per cercare di portare chiarezza su alcuni termini ed indicare le cause più frequenti di contestazione nel settore.

Le contestazioni inerenti a problematiche di stampa, materiali, qualità o costi sono sempre presenti nelle aule dei tribunali con tendenza abbastanza stazionaria in relazione all’andamento economico. Sono in continuo aumento, invece, le contraffazioni fotografiche che colpiscono sia le aziende che i privati e generalmente non seguono il ciclo economico.

Iniziamo quindi a capire come si muovono molti “Manipolatori di Immagini”.

La contraffazione fotografica contro aziende e privati: come procede

Primo passo: il contraffattore grazie alla tecnologia, può con estrema facilità reperire materiale fotografico aziendale quale prodotti, servizi, attrezzature o procurarsi immagini di persone.

L’utilizzo dilagante di smartphone e videocamere sempre più miniaturizzate ha portato a fotografare tutto e tutti con pochi e semplici gesti. Queste nuove attrezzature hanno generalmente una notevole qualità fotografica e risoluzione. Inoltre, il risultato fotografico è notevolmente migliorato, rispetto al passato, anche in situazioni di scarsa luminosità.

Un nuovo strumento che comincia ad essere utilizzato nella contraffazione è il drone. Questi veicoli radiocomandati, per uso amatoriale o professionale, hanno reso di facilità estrema il reperimento di immagini in luoghi e situazioni considerati inaccessibili sino a pochi anni fa.

Secondo passo: nel caso il contraffattore non riesca a procurarsi le immagini in maniera diretta, questi si rivolge spesso al web. In rete è possibile ottenere un oceano di immagini di aziende e persone in modalità totalmente gratuita. Basti pensare alla quantità di immagini presenti nei siti web aziendali e personali, agli allegati inseriti nei portali web e disponibili per il download (cataloghi aziendali, portfolio, esempi), ai social network quali Facebook, Instagram, Linkedin, Twitter, Pinterest o Flickr.

I dati raccolti da KPCB indicano su base annuale quante foto vengono caricate ogni giorno online. Stiamo parlando di cifre enormi: solo nel 2014, sono state caricate online oltre 1,8 miliardi di immagini fotografiche.

Quantità di immagini caricate giornalmente su diversi media

Nel web, dunque, si possono trovare immagini di ogni tipologia, quali sfondi, persone o attrezzature, da aggiungere poi alle immagini da contraffare in modo da ricreare un ambiente o una situazione che appaia verosimile.

Terzo passo: utilizzo di software di ritocco fotografico. Qualsiasi persona può reperire facilmente un software o una app di ritocco fotografico; Adobe Photoshop, usato in ambito professionale, o Gimp, Paint o infiniti altri programmi.

L’utilizzo di questi applicativi permette di fondere, mescolare, togliere e unire qualsiasi elemento fotografico con risultati di sicuro impatto emozionale. Possiamo contraffare immagini inerenti ad un prodotto industriale o di design, oppure creare situazioni “particolari” inserendo persone in contesti mai frequentati.

Quarto passo: diffusione del fotomontaggio sul web per vendere prodotti fraudolenti o creare “imbarazzo” alla persona coinvolta.

Truffa di prodotti industriali

Se il raggiro è rivolto alle aziende, il truffatore inizia a pubblicare su siti web, social network o portali di vendite online, prodotti non realizzati da lui, ma spacciati come propri. Il suo fine è far conoscere i propri “prodotti” per cercare di venderli rapidamente nel mercato.

In caso di contraffazioni di prodotti costosi, quali oggetti di design, arredamento, illuminazione, elettronica, o gioielli, spesso il truffatore realizza degli stampati per confondere maggiormente il destinatario finale e utili per pubblicizzare un prodotto in maniera diretta. Difficilmente la persona o azienda truffata, quando vedrà un catalogo ben stampato e confezionato, penserà ad un raggiro fotografico a fini di lucro.

Truffa di immagini personali

Se la truffa è rivolta a persone, la comunicazione avviene spresso in maniera diretta. Il tentativo di truffa avviene mediante l’invio della fotografia compromettente via e-mail o qualsiasi altro programma di chat. In alcuni casi, vengono effettuate delle stampe (anche di bassa qualità) e fatte recapitare al malcapitato di turno.

Naturalmente viene richiesta una somma di denaro o altre forme di compenso per evitare la diffusione delle immagini.

Quinto passo: cosa fare?

A truffa avvenuta conviene:

  • chiedere il supporto di un legale e nel frattempo cercare di acquisire il materiale diffuso in rete;
  • contattare un esperto del settore grafico per analizzare le caratteristiche dell’immagine oggetto della truffa e capire se si tratta di un eventuale fotomontaggio o di immagini reali riprese di nascosto;
  • segnalare comunque alle forze dell’ordine la tentata truffa anche se eseguita in maniera grossolana.

Sesto passo: come evitare?

Per le aziende:

  • Evitare all’interno dello spazio aziendale riprese di prodotti, luoghi, attrezzature e persone se non espressamente autorizzate;
  • Valutare attentamente l’inserimento di materiale fotografico nel web e nei social;
  • Proteggere con password di protezione i pdf (cataloghi, portfolio) disponibili nell’area download; valutare se crearli con foto a bassa definizione o se inserire delle filigrane (diciture di marcatura copyright sopra l’immagine);
  • Inserire immagini con la giusta qualità per il web in termini di qualità e compressione; non inserire quindi immagini ad alta risoluzione che risultano ottimali per scopi illeciti.

Per le persone:

  • Evitare di farsi riprendere se non lo volete!
  • Attenzione alle riprese effettuate nei luoghi di lavoro tra colleghi;
  • Condividere con moderazione le immagini personali nei social o in siti web sconosciuti.